martedì 5 maggio 2009

2.4 CONAN IL RAGAZZO DEL FUTURO

"Conan il ragazzo del futuro" ["Mirai Shounen Conan"] è una serie televisiva diretta da Hayao Miyazaki, nuovamente in compagnia di Takahata. Gli splendidi paesaggi che fanno da scenario alle avventure dei personaggi sono frutto della fantasia del maestro, che oltre a caratterizzare questi ultimi ha anche apportato delle modifiche alla storia, deliberatamente tratta dal romanzo di fantascienza per ragazzi "The Incredible Tide" di Alexander Key.

Conan, un ragazzino di 11 anni, è il protagonista assoluto di questa serie. Nonostante le apparenze di ragazzino esile, il piccolo Conan è dotato di una forza incredibile ed è abilissimo nella pesca e nel nuoto. La storia di Conan il ragazzo del futuro, ha inizio quando durante lo sconvolgimento di una guerra mondiale, una popolazione decide di fuggire dalla terra a bordo di una navicella spaziale per colonizzare un nuovo pianeta. Ma a causa dei bombardamenti, la navicella viene colpita e non riesce a superare l'atmosfera terrestre, quindi è costretta ad un atterraggio su di una piccola isola deserta che venne chiamata Isola Perduta. Il mondo ormai, dopo la catastrofica guerra, è pieno di isole, in quanto dei violenti maremoti hanno sommerso gran parte dei continenti. Conan e il nonno sono gli ultimi sopravvissuti di quell'isola e vivono dentro ad una capanna ricavata dall'antica navicella spaziale. Un giorno Conan incontra una bambina svenuta sulla spiaggia e il suo stupore è grande, visto che a parte il nonno, non aveva mai visto un altro essere umano su quell'isola. La bambina si chiama Lana e dopo essersi ripresa, racconta di essere la nipote del dott. Rao, l'unico scienziato sulla terra in grado di conoscere l'energia solare, e di essere stata rapita dai militari di Indastria per costringere suo nonno a collaborare con loro. In seguito è riuscita a fuggire ed è giunta quindi sfinita sull'Isola Perduta. Lana inoltre dimostra di essere dotata di particolari poteri di telepatia, in quanto riesce a dialogare con i gabbiani e con lo stesso dott. Rao, suo nonno. Indastria è la più potente delle isole emerse ed è amministrata dal diabolico Leska, il cui scopo è quello di dominare il mondo mediante l'utilizzo delle antiche armi anteguerra ancora presenti sul suo territorio. Ma per raggiungere i suoi scopi ha bisogno dell'energia solare. Un giorno però, sull'isola di Conan, arrivano i militari guidati da Monsky, una ragazza che funge da braccio destro di Leska, e riescono a rapire nuovamente Lana. Il nonno cerca con tutte le sue forze di impedire il rapimento, ma viene ferito e muore dopo aver incoraggiato il giovane Conan ad abbandonare l'isola. Conan il ragazzo del futuro, lascia quindi l'Isola Perduta a bordo di una zattera, ma il suo unico obiettivo è quello di andare a salvare Lana. Approda quindi su di un'isola dove incontra Jimsy, un ragazzino selvaggio, molto simile a lui in quanto ad abilità, con il quale diventa subito amico. I due ragazzi si imbarcano clandestinamente sul Barracuda, una nave che ha lo scopo di trasportare la plastica su Indastria, ma vengono scoperti e arruolati dall'equipaggio. Arrivati a Indastria, Conan viene riconosciuto da Monsky e viene arrestato. Grazie all'aiuto di Jimsy, riesce però ad evadere e a salire fino alla Torre del Sole, dove è prigioniera la sua amica Lana. Riesce quindi a liberarla e i due scappano inseguiti dai militari, verso i sotterranei dove viene custodito un antico aereo della guerra mondiale, chiamato il Gigante. Alla fine però devono fermare la loro corsa, in quanto accerchiati dai militari di Leska. Nel frattempo il Capitano Dice, il comandante del Barracuda, entra in contrasto con Leska e si ribella, decide quindi di salvare Lana e scappare con la sua nave. Sempre grazie a Jimsy, Capitan Dice riesce nel suo intento e fugge. Viene però inseguito dagli uomini di Leska. Conan intanto riesce ugualmente a liberarsi e a nascondersi a bordo del Falco, un altro velivolo mandato per intercettare il Barracuda. Conan riesce a gettarsi in mare e a raggiungere a nuoto la nave, Lana lo vede e lo raggiunge a bordo di un motoscafo ancorato al Barracuda, ma nel frattempo la Cannoniera, una potente nave di Leska, bombarda il Barracuda facendolo affondare. Creduti dispersi, Conan e Lana approdano su di un isola abitata dall'ingegnere Patch, un uomo dal carattere duro e scontroso. L'ingegner Patch è alle prese con il recupero di una imbarcazione dal fondo del mare. Un giorno, mentre sul fondo del mare con addosso lo scafandro sta eseguendo dei lavori sul relitto, gli capita un incidente ed è costretto ad avvisare telepaticamente Lana, a quel punto i due giovani capiscono che in realtà quell'uomo non è altri che il dott. Rao, il nonno di Lana. Ma fra gli uomini del dott. Rao c'è un traditore che racconta tutto a Monsky, la quale si dirige subito verso quell'isola a bordo del Falco. Conan, Lana e il dott. Rao, riescono però a fuggire grazie a un violento maremoto che colpisce la piattaforma dove stavano lavorando. Arrivati sull'isola si dirigono verso il deserto al fine di recuperare una macchina volante per scappare, Il dott. Rao però, capisce che devono recarsi nuovamente a Indastria, in quanto i pezzi per far funzionare quella macchina si trovano nella Torre del Sole. Nel deserto incontrano il capitano Dice, legato e condannato da Leska a morire di sete. Il gruppo lo libera e questi si unisce a loro. Arrivati a Indastria il dott. Rao e sua nipote Lana si dirigono nella Torre del Sole per prendere i pezzi della macchina volante, mentre Conan e Dice si impossessano di un robot meccanico al fine di distrarre i militari di Leska. Nonostante tutto Leska si accorge del giochino e riesce a intrappolare Lana e il dott. Rao nei sotteranei della torre. Conan insospettito dall'improvvisa ritirata dei militari corre a raggiungere Lana. All'interno dei sotterranei vengono salvati dagli abitanti del sottosuolo e ritornano in superficie sul Barracuda, sopravvissuto ai bombardamenti. Il dott. Rao decide di restare li per avvisare la popolazione di Indastria della grave catastrofe che sta per abbattersi sulla loro terra, infatti l'isola sta per sprofondare negli abissi a causa del cedimento di una faglia. Conan, Lana, il Capitano Dice e Jimsy a bordo del Barracuda si dirigono verso la terra natia di Lana: la città di Hyarbor. Il Barracuda, da sempre nave nemica della città di Hyarbor, venne aggredito dalla popolazione locale e in particolare da un gruppo di pescatori comprendente lo zio di Lana, ma Conan e Jimsy chiariscono subito che adesso il capitano Dice non sta più dalla parte di Leska, pertanto vengono accolti con i festeggiamenti. La nave però ha subito dei danni ed è quindi costretta a restare arenata in una insenatura. Nelle montagne dell'isola di Hyarbor, Conan e Jimsy conoscono Uro, un ragazzo prepotente capo di una banda di teppisti che vogliono prendere il possesso dell'isola; fra i ragazzi nascono degli accesi diverbi. Un giorno sull'isola arrivano i militari di Leska a bordo della cannoniera che fece affondare il Barracuda. Uro decide allora di organizzare una rivolta, ma viene catturato. Sua sorella Tara viene salvata da Conan e Jimsy. Al fine di essere incoronato capo della città di Hyarbor, Uro convince Monsky di ricevere il suo aiuto per catturare Lana. Uro ritorna sull'isola e anziché organizzare la sua difesa, la fa capitolare riuscendo a far prigioniera Lana che viene portata sulla Cannoniera. Lo zio di Lana mostra a Conan una bomba da collocarsi sotto la chiglia della cannoniera. Conan accetta di eseguire il piano rischioso che però funziona e la nave affonda, non prima di aver tratto in salvo Lana. Ma le avvisaglie della imminente catastrofe non tardano a venire e un gigantesco maremoto si abbatte anche sull'isola di Hyarbor, sommergendola in larga misura. Gli abitanti si mettono in salvo sulla cima di un monte, dal quale riaffiora il Barracuda portato a galla dalle onde. Vista la gravità della situazione, Monsky e i militari si uniscono alla popolazione di Hyarbor. Qui Monsky ha modo di ripensare al suo tragico passato. Infatti i suoi genitori morirono durante la grande guerra e lei fu salvata da una nave di Indastria dove venne arruolata. Conan vorrebbe raggiungere il dott. Rao, ma non sa come fare visto che sia il Barracuda che la Cannoniera sono fuori uso. Ma sull'isola esiste un vecchio aereo, costruito dal dott. Rao, che soltanto Monsky è in grado di pilotare. La ragazza accetta ed è sorpresa dalla fiducia che il ragazzo ripone in lei, al punto che si convince della malvagità di Leska e decide di ribellarsi. Conan, Monsky, Lana, Jimsi e Dice, ritornano quindi su Indastria dove però il loro velivolo viene colpito dalle truppe di Leska. Dice, Lana e Jimsy riescono tuttavia a scendere in prossimità della Torre del Sole, mentre Conan salva Monsky dall'incendio dell'aereo. Intanto Leska ha catturato il dott. Rao e lo sta sottoponendo a torture al fine di svelargli il segreto dell'energia solare. Il dott. Rao invece, vorrebbe utilizzare questa fonte di energia per salvare gli abitanti di Indastria dall'imminente catastrofe. Monsky cerca di dissuadere Leska dal suo intento, ma questi la condanna a morte per tradimento. Visto che gli abitanti del sottosuolo sono amici di Conan e Lana, minaccia di far allagare tutte le gallerie con l'acqua del mare, in cambio di Lana. La ragazza si consegna nelle mani dei militari di Leska, ma questi decide ugualmente di inondare le gallerie del sottosuolo. Intanto Monsky prima di venire condannata a morte, vuole rivedere Conan per l'ultima volta; grazie a questo Monsky riesce a liberarlo e Conan fugge per riunirsi con Jimsy e Dice. Leska porta Lana da suo nonno e la minaccia al fine di costringere il dott. Rao a parlare. Leska costringe Lana a salire su di una passerella sospesa nel vuoto, con le mani legate dietro alla schiena; ovviamente non potrà resistere a lungo in quella posizione. Dice, Conan e Jimsy riescono a fuggire dai sotterranei e a scampare all'inondazione, si dirigono quindi verso la Torre e lì trovano Monsky scampata per miracolo all'esecuzione. All'interno della torre trovano tutti i dispositivi di controllo per le gallerie sotterranee, pertanto, aprono le paratie e fanno uscire tutta l'acqua che aveva allagato le popolazioni del sottosuolo, liberandole. La popolazione inferocita si ribella contro Leska e le sue guardie e, salita sulla torre, riesce a sbaragliarle. Leska, ormai alle corde, come ultimo tentativo prende in ostaggio Lana e cerca di salire sul tetto della Torre del Sole dove si trova la macchina volante, ormai riparata con i pezzi nuovi. La macchina si alza in volo, ma Conan sradica un paletto metallico e lo lancia con inaudita violenza sul velivolo, danneggiandolo e provocando un incendio, si lancia quindi contro Leska e lo stende con un pugno riuscendo quindi a liberare Lana. Ora il dott. Rao è libero di azionare il dispositivo che permetterà di raccogliere l'energia solare per salvare la popolazione di Indastria. Ma Leska è ancora vivo e grazie all'aiuto di alcuni suoi complici, riesce a prendere il controllo del gigantesco aereo dell'anteguerra, chiamato appunto il Gigante, rendendolo super potente in quanto riesce a convogliare su di esso tutta l'energia solare predisposta dal dott. Rao. Conan e i nostri amici salgono quindi a bordo del Falco, pilotato da Mosky, ma il piccolo velivolo non può nulla contro il gigantesco aereo super potente. Mosky però, con una manovra da manuale, riesce a far salire a bordo dell'aereo gigante Conan, Jimsy e Dice, per poi dirigersi verso la torre di Hyarbor. Entrati dentro l'aereo, Conan e i suoi amici lo distruggono dall'interno, provocando le ire del malvagio Leska, che gli da la caccia grazie a i suoi uomini. Leska riesce ad individuare Conan, Dice e Jimsy lungo la coda dell'aereo, pertanto la sgancia e la fa precipitare in mare con Dice e Jimsy al suo interno. Ma l'aereo gigante è quasi fuori uso e Leska tenta di fuggire. Conan però riesce a raggiungerlo e a ingaggiare con Leska uno scontro finale dal quale uscirà vittorioso. L'aereo gigante con a bordo Leska precipita in mare, nonostante il tentativo di Conan di salvare quest'ultimo. Intanto il dott. Rao è riuscito a recuperare dal fondo del mare la gigantesca nave e organizza la partenza della popolazione di Indastria dall'isola prossima alla catastrofe. La nave sta per salpare ma mancano ancora Conan, Dice e Jimsy, che però Lana grazie alla sua telepatia è sicura che siano salvi. La nave quindi lascia il porto di Indastria appena in tempo per la venuta del terribile terremoto che distrugge l'intera isola facendola sprofondare negli abissi. Durante il tragitto che porterà gli abitanti di Indastria verso l'isola di Hyarbor, trovano il relitto dell'aereo gigante con a bordo Jimsy e Dice, stremati, ma vivi. Grazie al suo amico gabbiano Tiki, Lana riesce ad individuare anche Conan e lo fa dirigere verso il luogo in cui si trovano. Riunitosi al gruppo, Conan è felice di riabbracciare tutti i suoi amici e mentre stanno per arrivare a Hyarbor, il dott. Rao gli affida la protezione di Lana. Arrivati sull'isola la popolazione di Indastria si integra con quella di Hyarbor. In questo tempo il capitano Dice riesce a riparare il Barracuda e (udite udite) a sposarsi con Monsky. Conan, Lana, Tara, Jimsy, Monsky e Dice partono quindi con il Barracuda per dirigersi verso L'Isola Perduta, allo scopo di popolare quell'isola per mantenere fede alla promessa fatta da Conan al nonno in punto di morte. Quando arrivano trovano però una gradita sorpresa. Infatti lo sconvolgimento geologico ha portato in superficie una vasta parte di terra, trasformando il piccolo isolotto in una grande isola pronta per essere colonizzata e ripopolata.

Conan il ragazzo del futuro (TV)
directors: Hayao Miyazaki, Isao Takahata, Keiji Hayakawa
script, storyboard, character design, mechanical design, scene design: Hayao Miyazaki
storyboard: Isao Takahata
key animation: Yoshiaki Kawajiri, Yoshifumi Kondô
year pr.: 1978
time: 24' ep.-col.
episodes: 26




trama from Cartoni online

lunedì 4 maggio 2009

2.3 LUPIN III

Lupin III ["Rupan Sansei"] compare per la prima volta sul Manga Action nel 1967, per mano (e matita) di Kazuhiko Kato, più conosciuto con il nome d'arte Monkey Punch.
Da questa data in poi il "ladro gentiluomo" sarà protagonista di una quarantina di "tankoubon", una trentina di movies e specials e di tre serie televisive, che si differenziano tra di loro per il colore della giacca indossata dallo stesso Lupin.

Lupin the 3rd (alias Arsenico detto Lupin III)
E' nipote del francese Arsène Lupin, e terzo di una famiglia di abilissimi ladri. Una delle sue caratteristiche è quella di "apparire come un diavolo e scomparire come un demone" (cioè, in un lampo, senza nemmeno sussurrrare). Grazie alla sua furbizia riesce a portare a termine i colpi più impossibili con stratagemmi incredibili!!! Ma Lupin non è solo questo... a volte impertinente, spaccone, imprevedibile, perditempo e rubacuori instancabile, irrinunciabilmente scanzonato nel tempo libero quanto altrettanto capace e professionale nel momento dell'azione, a tratti dannunziano, a tratti leonardesco, è un cocktail di sfaccettature umane, un puzzle dai pezzi infiniti. Dinamico quanto e più di un essere in carne ed ossa, è dotato di un inesauribile slancio vitale che lo porta ad essere ottimista anche nei momenti di maggiore difficoltà... Lupin è innamorato di Fujiko Mine (la sua ragazza?), l’amica-nemica in ogni sua impresa, e di tutte le altre belle donne che incontra.

Daisuke Jigen
Tiratore scelto, braccio destro di Lupin nonchè suo amico e confidente, è un tipo taciturno e tenebroso, sempre molto serio e chiuso. Egli rappresenta un po’ la coscenza dell’incoscente Lupin: il suo nome significa infatti "dimensione". Jigen può essere facilmante riconosciuto dalla giacca e pantaloni neri, una camicia azzurra, cappello, barba e spesso ha una sigaretta che lui fuma piegata. Jigen è abilissimo a sparare... e nella seconda serie si ha la certezza che questa dote è data dal suo "cappello". Spesso non si fida di Fujiko, ed è costantemente irritato dall'attaccamento che Lupin ha verso di lei. Secondo "The All New Gamer's Guide to Anime", Jigen è un americano che è fuggito in Giappone ed ha cambiato il suo nome per fuggire alla sua banda di appartenenza. Per il suo personaggio Monkey Punch si è ispirato al pistolero interpretato da James Cobrun nei "I magnfici sette".

Fujiko Mine (alias Margot Mine)
Abilissima truffatrice, usa il suo fascino per arrivare al suo scopo che quasi sempre consiste nel rubare il tesoro di cui si è appena appropriato Lupin. Lupin e Fujiko sono occasionalmente amici ma più spesso rivali diretti. Preferisce agire da sola o allearsi con qualcuno solo quando questo le torna comodo e per tutto questo non è ben vista da Jigen e Goemon. Il suo nome Fujiko fa riferimento al monte Fuji-yama e Mine significa "cima"; è quindi chiaro il riferimento al suo splendido fisico e in particolare al suo generoso seno. Fujiko non è la ragazza di Lupin anche se lui lo crede... però un'eccezione a questa regola la troviamo nel film "Il castello di Cagliostro" in cui Fujiko confessa alla sposa di essere stata un tempo la sua ragazza.

Goemon Ishikawa XIII
Tredicesimo discendente di una famiglia di samurai ladri, Goemon ha una spada, la Nagareboshi, che può tagliare qualsiasi cosa. (si pensa che sia stata forgiata da un metallo proveniente da una meteora). Inizialmente era stato allenato da Momochi no Jijii per esser un assassino, che da ordine a Goemon di uccidere Lupin ma in realtà, resosi conto che l’allievo ha ormai superato il maestro, premedita la morte di entrambi. Momochi non riuscirà comunque a portare a termine il proprio intento e morirà per mano di Lupin. Goemon è un personaggio che è di fondamentale aiuto a Lupin nei suoi colpi, specialmente nelle fughe. Inoltre antepone il proprio onore a qualsiasi altra cosa, ed è spesso infastidito dalle donne delle quali si innamora Lupin e dai cibi non giapponesi.

Ispettore Kouichi Zenigata
Zenigata Keibu (letteralmente: ispettore Zenigata) è un diligentissimo (ma anche impacciato) poliziotto alla Metropolitan Police di Tokyo (prima serie TV) e successivamente trasferito all’Interpol (ICPO, dalla seconda serie in poi) per permettergli di inseguire Lupin in giro per il mondo. La cattura del ladro rappresenta da sempre la sua unica ragione di vita e per raggiungere il suo obiettivo è disposto a tutto. Anche se quando lo cattura, come nel 4° Episodio, al pensiero che Lupin sia giustiziato scoppia in crisi... disperandosi del fatto che Lupin non abbia ancora tentato la fuga. Nel I° Episodio si capisce che "i Zenigata" da varie generazioni danno la caccia ai Lupin. Heiji Zenigata era un famoso personaggio vissuto qualche secolo fa, ed era un crime fighter che usava tirare violentemente le monete come arma.

Ma cosa centra Miyazaki in tutto questo?
Ebbene Hayao Miyazaki è il prescelto per dirigere il primo lungometraggio animato su Lupin: "Il castello di Cagliostro" (da molti considerato il migliore fra i tanti) e la prima serie televisiva (quella con la giacca verde) assieme al suo fedele amico Isao Takahata e a Masaaki Osumi.

Lupin III - la prima serie (TV 1)
directors: Hayao Miyazaki, Isao Takahata, Masaaki Osumi
original manga: Monkey Punch
year pr.: 1971-1972
time: 25' ep.-col.
episodes: 23




Lupin III - la seconda serie (TV 2)
directors: Kyosuke Mikuriya, Yasumi Mikamoto, Noboru Ishiguro, ...
original creator: Monkey Punch
year pr.: 1977-1980
time: 30' ep.-col.
episodes: 155






Lupin III - la terza serie (TV 3)
directors: Yuzo Aoki, Osamu Nabeshima, Shigetsugu Yoshida
original author: Monkey Punch
year pr.: 1984-1985
time: x
episodes: 50



Il castello di Cagliostro (movie)
director, script, storyboard, character design, original story: Hayao Miyazaki
original creator: Monkey Punch
year pr.: 1979
time: 100'-col.








Dead or Alive - Trappola mortale (movie)
directors: Monkey Punch, Hiroyuki Yano
original creator: Monkey Punch
year pr.: 1996
time: 97'-col.









dei restanti prodotti animati che vedono come protagonista Lupin, cinque specials (in giacca rossa) sono stati diretti da Osamu Dezaki, e precisamente: "Bye Bye Liberty", "Il mistero delle carte di Hemingway", "Ruba il dizionario di Napoleone!", "Il tesoro degli zar" e "All'inseguimento del tesoro di Harimao".

schede dei personaggi from Droni

giovedì 30 aprile 2009

2.2 HAYAO MIYAZAKI'S FILMOGRAPHY

Di seguito la filmografia di Hayao Miyazaki. Per comprenderla al meglio potete seguire questo specchietto:
"directors - collaborators, title, year production, time (kind - episodes)"
n.b. la "x" sta per "ignoto" e i "..." indicano continuità.
Per qualunque dubbio potete contattarmi, mediante commento.
  • Daisaku Shirakawa, Kimio Yabuki - Hayao Miyazaki, "Fujimaru il vento, ragazzo ninja", 1964-1965, x (TV - 65 ep.)
  • Goro Miyazaki - Hayao Miyazaki, "I Racconti di Terramare", 2006, 116'-col. (movie)
  • Harume Kosaka, Hiromichi Matano, Hiroshi Ikeda, Kazuhisa Takenouchi, Yoshikata Arata - Hayao Miyazaki, "Sally la Maga", 1966-1968, 30' ep.-col. (TV - 109 ep.)
  • Hayao Miyazaki, "Il castello errante di Howl", 2004, 118'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki, "Il mio vicino Totoro", 1988, 86'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki - Isao Takahata, Yoshifumi Kondô, "Kiki, consegne a domicilio", 1989, 103'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki, "La città incantata", 2001, 125'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki - Yoshifumi Kondô, "Principessa Mononoke", 1997, 133'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki - Isao Takahata, Mahiro Maeda, "Laputa, il castello nel cielo", 1986, 124'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki - Hideaki Anno, Isao Takahata, Mahiro Maeda, "Nausicaa della Valle del Vento", 1984, 116'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki - Mahiro Maeda, Yoshifumi Kondô, "Porco Rosso", 1992, 93'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki - Yoshifumi Kondô, "Nandarou" / "Sora Iro no Tane", 1992, 2'-col. (special)
  • Hayao Miyazaki, "On Your Mark", 1995, 7'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki, "The day I bought a planet", 2006, 16'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki, "Koro's big day out", 2003, x (movie)
  • Hayao Miyazaki - Monkey Punch, "Lupin III: Il castello di Cagliostro", 1979, 100'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki, "Water spider monmon", 2006, 15'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki, "Yadosagashi", 2006, 12'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki, "Ponyo sulla scogliera", 2008, 101'-col. (movie)
  • Hayao Miyazaki, Isao Takahata, Keiji Hayakawa - Yoshiaki Kawajiri, Yoshifumi Kondô, "Conan il ragazzo del futuro", 1978, 24' ep.-col. (TV - 26 ep.)
  • Hayao Miyazaki, Isao Takahata, Masaaki Osumi - Monkey Punch, "Lupin III - la prima serie", 1971-1972, 25' ep.-col. (TV 1 - 23 ep.+ pilot film )
  • Hayao Miyazaki, Kyosuke Mikuriya - Yoshifumi Kondô, "Il fiuto di Sherlock Holmes", 1984-1985, 30' ep.-col. (TV - 26 ep.)
  • Hideaki Anno - Hayao Miyazaki, "The Invention of Destruction in the Imaginary Machines", 2002, x (movie)
  • Hideaki Anno, Shinji Higuchi - Hayao Miyazaki, "Il mistero della pietra azzurra", 1989-1990, x (TV - 39 ep.)
  • Hiroshi Ikeda - Hayao Miyazaki, "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro", 1971, 78'-col. (movie)
  • Hiroshi Ikeda - Hayao Miyazaki, "Flying ghost ship", 1969, 60'-col. (movie)
  • Hiroshi Saitô, Seiji Endô, Shigeo Koshi - Hayao Miyazaki, "Rascal, il mio amico orsetto", 1977, x (TV - 52 ep.)
  • Hiroshi Shidara - Hayao Miyazaki, "Alì Babà e i 40 ladroni", 1971, 55'-col. (movie)
  • Hiroyuki Morita - Hayao Miyazaki, "Il ritorno del gatto", 2002, 75'-col. (movie)
  • Isao Takahata - Hayao Miyazaki, Mahiro Maeda, Yoshifumi Kondô, "Gocce di memoria", 1991, 118'-col. (movie)
  • Isao Takahata - Hayao Miyazaki, "La grande avventura di Hols, il Principe del Sole", 1968, 82'-col. (movie)
  • Isao Takahata - Hayao Miyazaki, Yoshifumi Kondô, "Panda! Go, Panda!", 1972, 30'-col. (movie)
  • Isao Takahata - Hayao Miyazaki, Yoshifumi Kondô, "Panda! Go, Panda!: rainy day circus", 1973, 38'-col. (movie)
  • Isao Takahata - Hayao Miyazaki, Yoshifumi Kondô, "Pom Poko", 1994, 118'-col. (movie)
  • Isao Takahata, Atsuji Hayakawa, Masao Kuroda - Hayao Miyazaki, "Heidi, la bambina delle Alpi", 1974, 30' ep.-col. (TV - 52 ep.)
  • Isao Takahata - Hayao Miyazaki, "Marco dagli Appennini alle Ande", 1976, 30' ep.-col. (TV - 52 ep.)
  • Isao Takahata - Hayao Miyazaki, "Lo specchio magico", 1969-1970, 30' ep.-col. (TV - 94 ep.)
  • Isao Takahata - Hayao Miyazaki, Osamu Dezaki, "Redbreast Suzunosuke", 1972-1973, 30' ep.-col. (TV - 52 ep.)
  • Isao Takahata, Kyosuke Mikuriya, Shigetsugu Yoshida, Yoshitaka Nitta - Hayao Miyazaki, "Sam, il ragazzo del West", 1973-1974, x (TV - 52 ep.)
  • Isao Takahata, … - Hayao Miyazaki, "Ken, il ragazzo lupo", 1963, 30' ep.-col. (TV - 86 ep.)
  • Isao Takahata, Shigeo Koshi - Hayao Miyazaki, Yoshifumi Kondô, "Anna dai capelli rossi", 1979, 23' ep.-col. (TV - 50 ep.)
  • Kimio Yabuki - Hayao Miyazaki, "Il Gatto con gli stivali", 1969, 80'-col. (movie)
  • Osamu Dezaki - Hayao Miyazaki, "Space adventure Cobra - The movie", 1982, 99'-col. (movie)
  • Osamu Tezuka - Hayao Miyazaki, "Tenguri, the Boy of the Plains", 1977, x (movie)
  • Osamu Tezuka - Hayao Miyazaki, "Doggie March", 1963, 81'-col. (movie)
  • Rintaro, Masaaki Osumi, Satoshi Dezaki, … - Hayao Miyazaki, "Moomin", 1969-1970, x (TV - 65 ep.)
  • Tadao Nagahama - Hayao Miyazaki, Osamu Dezaki, "Samurai Giants", 1973-1974, 30' ep.-col. (TV - 52 ep.)
  • Takeshi Tamiya - Hayao Miyazaki, "Rainbow Squadron Robin", 1966-1967, 26' ep.-col. (TV - 48 ep.)
  • Tetsuo Imazawa, Satoshi Dezaki, ... - Hayao Miyazaki, "Super robot 28", 1980-1981, 30' ep.-col. (TV - 51 ep.)
  • Yoshifumi Kondô - Hayao Miyazaki, "Sussurri del cuore", 1995, 111'-col. (movie)
  • Yoshifumi Kondô (1st pilot), Osamu Dezaki (2nd pilot), Masami Hata, William Hurtzs (movie) - Hayao Miyazaki, "Little Nemo" / "Little Nemo - Adventures in Slumberland", 1982 / 1989, 4' / 94'-col. (1st pilot / movie)
  • Yoshio Kuroda - Hayao Miyazaki, Isao Takahata, "Il fedele Patrashe", 1975, x (TV - 52 ep.)
  • Yoshio Kuroda - Hayao Miyazaki, "Gulliver Boy", 1965, 80'-col. (movie)
  • Yoshio Takami, Yugo Serikawa - Hayao Miyazaki, "Hela Supergirl", 1971-1972, 30' ep.-col. (TV - 26 ep.)

mercoledì 29 aprile 2009

2.1 HAYAO MIYAZAKI

"Talvolta lo paragonano a me. Mi dispiace per lui perché lo abbassano di livello" (Akira Kurosawa)

Hayao Miyazaki è una "fonte" sviluppatrice di innumerevoli paesaggi ed esseri fantastici, che vanno a popolare le sue tavole per poi sfollare davanti agli occhi di umani immersi nel mondo irreale, sfornatore di princìpi narrativamente spettacolari.

Questi nasce il 5 gennaio del 1941 a Tokyo da una famiglia socialmente agiata: il padre infatti possedeva una fabbrica di componenti per aerei (che diventarono una delle sue passioni). La madre fu colpita da una tubercolosi spinale, e per questo nel 1947 fu ricoverata in ospedale dove vi ci rimase per nove anni (probabilmente questa vicenda è stata ripresa dal regista nel film "Il mio vicino Totoro").
Miyazaki, dopo essersi laureato in Scienze Politiche ed Economia nel 1963, si dedicò alla sua dote di disegnatore, entrando a far parte nello staff dell'allora più importante casa di produzione cinematografica giapponese: la "Toei Animation", dove incontrò la futura moglie.
In questi anni, dal 1960 al 1980, oltre a "seminare nel suo campo" (come per esempio dirigendo alcuni episodi di "Lupin III", "Heidi" e "Anna dai capelli rossi" o la serie televisiva "Conan il ragazzo del futuro" o il suo primo lungometraggio "Lupin III: Il castello di Cagliostro"), stringe una forte amicizia, destinata a durare negli anni, con Isao Takahata e pubblica il suo primo manga "La tribù del deserto" ["Sabaku no Tami"].
Il successo arriva nel 1984 con l'uscita nelle sale giapponesi di "Nausicaa della Valle del Vento" ["Kaze no Tani no Nausicaä"], tratto dall'omonimo manga del regista, Miyazaki, che, grazie al guadagno riscattato dall'anime, insieme a Takahata fondò l'anno seguente un proprio studio di produzione: lo "Studio Ghibli" (dal nome dell'aereo italiano della Seconda Guerra Mondiale, tratto a sua volta da "Ghibli", vento caldo del Sahara). Tanti sono gli "anime" sfornati dallo studio, dei quali molti vedono alla regia il maestro Miyazaki, come "Laputa, il castello nel cielo", "Kiki, consegne a domicilio", "Porco Rosso", "Principessa Mononoke" (che battè ogni record di incassi in Giappone), "Il mio vicino Totoro", "La città incantata" (vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino e dell'Oscar 2003 per il migliore lungometraggio di animazione), "Il castello errante di Howl" o il recente "Ponyo sulla scogliera"; altri invece sono diretti da altri registi ma sempre prodotti da Miyazaki, come "Una tomba per le lucciole", diretto da Isao Takahata.
A testimonianza del ben apprezzato percorso artistico del maestro c'è un Leone d'Oro alla carriera, attribuitogli a Venezia nel 2005.

Tematiche dei suoi film sono: la relazione fra l'uomo e la natura, vista anche come feroce contrapposizione; la presenza della dimensione spirituale, sottoforma di creature mitiche e ultraterrene spesso prese dal pantheon della mitologia nipponica; l'attenzione particolare alla valorizzazione delle diversità culturali e delle specie, che hanno influsso notevole nella trama di "Nausicaa della Valle del Vento" e di "Principessa Mononoke"; la presenza di bambini, della loro innocenza contrapposta alla violenza degli adulti.

giovedì 23 aprile 2009

AFTERHOURS

La prima pausa del lungo viaggio alla scoperta dell'animazione [vedi qui] riguarda gli Afterhours.

Insieme a Marlene Kuntz e pochi altri, gli Afterhours hanno segnato in maniera indelebile il rock indipendente in Italia. Un percorso lungo e denso di avvenimenti che ha portato la band di Manuel Agnelli ad essere una delle principali formazioni del cosiddetto panorama alternativo italiano e che ha permesso ad un certo tipo di musica, spesso sottovalutata nel nostro paese, di uscire allo scoperto e di dimostrarsi una importante realtà, non solo per quanto riguarda i dischi venduti, ma anche, se non soprattutto, per il grandissimo successo live riscosso. Lo stesso Agnelli, alla domanda di come riuscisse a spiegare l'enorme seguito live della band ha risposto: “Per me vale la regola per la quale andare ad un concerto è più emozionante dell'ascolto, un po' impersonale, di un cd. Alcuni gruppi, noi e i Marlene per esempio, hanno la capacità di rinnovare l'emozione da trasmettere, ogni sera o quasi. Si possono così fare anche centoventi date all'anno ed avere la certezza che le persone tornino”.
Le prime notizie della band risalgono al 1988, quando per la Toast esce il 45 giri “My Bit Boy”, seguito l'anno dopo dal mini-lp “All The Good Children Go To Hell”. Oltre a Manuel, il gruppo era allora composto stabilmente da Paolo Cantù alla chitarra (oggi apprezzato membro di Six Minute War Madness e di A Short Apnea, oltre ad essere il tour-manager degli stessi Afterhours) e da Lorenzo Olgiati al basso, mentre alla batteria vi era Alessandro Polizzari, poi sostituito da Max Donna. La scelta è quella di cantare in inglese, mentre le influenze sonore più chiare sono quelle di band come Velvet Underground e Television. Il primo salto di qualità del gruppo avviene con la partecipazione al tributo “Something About Joy Division”, con una cover di “Shadowplay”.
Gli Afterhours entrano così nell'orbita della Vox Pop e con questa etichetta sono pubblicati “During Christine's Sleep” nel 1991 e “Pop Kills Your Soul” nel 1993. Quest'ultimo album vede la comparsa come chitarrista di Xabier Iriondo, mentre escono dalla band Cantù e Olgiati. Il suono si evolve ed approda a quell'eclettismo che caratterizzerà successivamente il gruppo, con pezzi molto aggressivi uniti ad altri ricchi di follia visionaria. Significativo è anche il mini-cd uscito nel 1992, “Cocaine Head”, che consente alla band milanese di raggiungere la formazione attuale, con l'arrivo di Giorgio Prette alla batteria.
Il vero punto di svolta, però, nella storia degli Afterhours è la splendida cover di “Mio Fratello è Figlio Unico” realizzata per il tributo a Rino Gaetano nel 1993: viene abbandonato l'inglese per l'italiano, scelta fondamentale che consente al pubblico di apprezzare la bellezza dei testi del gruppo, ironici, trasgressivi e, spesso, surreali. Così nel 1995 esce il primo album in italiano, l'ultimo uscito per la Vox Pop, “Germi”, che consente l'affermazione presso un platea più vasta. Un album esuberante, composto da brani devastanti, come la stessa “Germi” e “Siete Proprio dei pulcini” e da altri intensi come la splendida “Strategie” e “Dentro Marilyn” (della quale realizzerà una cover Mina). Le sonorità sfuggono a una catalogazione classica, essendo caratterizzate da una follia raramente rintracciabile nel quadro musicale italiano.
La buona riuscita di Germi, però, è solo l'annuncio del fenomeno Afterhours che trova compimento nel 1997 con “Hai Paura Del Buio?”, album di straordinario successo non solo presso il pubblico che segue il rock alternativo. Il disco, uscito per la Mescal, è stato etichettato come pietra miliare della musica italiana, grazie all'incredibile susseguirsi di pezzi che sfiorano diversi tipi di sonorità: dalle atmosfere punk (“Dea”, “Sui Giovani d'Oggi ci Scatarro Su”, “Lasciami Leccare l'Adrenalina”) e grunge (“Male di Miele” da molti definita la “Smells Like Teen Spirit” italiana) ad altre simil-pop (“Voglio Una Pelle Splendida” e “Pelle”), passando per brani con sprazzi lo-fi (“1.9.9.6.”), raggiunge l'apice in episodi come “Rapace” e “Punto G”, dove si incontrano generi differenti all'interno della stessa canzone.
La seguitissima tournée successiva permette agli Afterhours di diventare una della bandiere del rock italiano, bandiera che non cessa di sventolare neppure dopo l'uscita di “Non è Per Sempre” nel 1999. Con quest'album la band milanese, pur non perdendo le caratteristiche di ironia e surrealismo dei testi, si avvicina di più a sonorità pop (soprattutto nella title track e in “Bianca”), ma non mancano brani ombrosi e malinconici (su tutti “Oceano di Gomma”), mentre la grinta presente in “Germi” dimostra di esistere ancora in un pezzo come “La verità che ricordavo”. Molto interessante, sia per la sonorità che per il testo è “Non si Esce Vivi dagli Anni Ottanta”, che dimostra la continua evoluzione di una band nella quale, oltre agli ormai stabili Andrea Viti al basso e Dario Ciffo al violino, compare Roberta Castoldi al violoncello. Spiegando questo pezzo Agnelli ha dichiarato: “Si sta sottovalutando il fatto che il ritorno agli anni Ottanta vuol dire anche ritorno a un modo di vedere le cose in modo molto superficiale e molto piatto: menefreghismo, qualunquismo, e soprattutto arroganza, che erano un po' gli stilemi degli anni Ottanta. C'è un grossissimo pericolo, secondo me, di tornare indietro.”.
Con l'uscita di “Siam tre piccoli porcellin”, gli Afterhours rinnovano la loro presenza nell'ambito del rock italiano, con un disco che non vuole essere il solito live-celebrativo: “Il pubblico è una parte insostituibile di noi. E credo che realizzare un disco con il pubblico dentro sia riconoscere questo fatto, ed è stato il motivo principale che ci ha spinto a registrare quest'album. Il pubblico è una parte fondamentale e imprescindibile del nostro progetto, perché il nostro progetto all'80 per cento è un progetto live. Perché noi viviamo di quello e su quello”. E da chi, se non da Manuel Agnelli, poteva nascere l'idea di un festival itinerante che potesse mostrare a tutta Italia l'esistenza di un mondo “indie” vitale e di ottimo livello? Così, nell'estate del 2001, parte il Tora!Tora! Festival: quattro date (Rimini, Padova, Torino e Roma) che hanno portato le principali realtà alternative italiane davanti ad un pubblico superiore ad ogni più rosea previsione. Con gli Afterhours come anfitrioni, sono scesi sul palco artisti come Marlene Kuntz, Modena City Ramblers, Subsonica, Massimo Volume, Cristina Donà e tanti altri. Una manifestazione “importante”, soprattutto se avrà il seguito a cui tutti aspirano: future edizioni con gruppi ancor meno in vista di quelli presenti in questa occasione, con i veri protagonisti di quel sottobosco musicale italiano troppo spesso sottovalutato. Nel frattempo, gli Afterhours non hanno nemmeno pensato di fermarsi per prendere fiato. A fine 2001 decidono di rientrare in studio per iniziare la realizzazione del loro quarto album in italiano. Una grossa novità, però, li attende al varco: Xabier Iriondo, uno dei tre membri storici, decide di uscire dal gruppo. Un futuro più incerto o nuovi territori da scoprire? Non abbiamo dovuto attendere molto per ottenere una risposta.
Nel 2002 gli Afterhours escono con “Quello Che Non C'è”, il quarto album in italiano. La presentazione è in grande stile: la prima parte del tour li vede sul palco con i Mercury Rev. Un evento importante, destinato a far risaltare le nuove caratteristiche di un gruppo che ha dimostrato coraggio nel tuffarsi in una nuova dimensione. La strada intrapresa, però, appare contorta e, soprattutto non ancora ben definita. Manuel Agnelli ha, indubbiamente, cercato di staccarsi da un passato che forse non gli poteva più appartenere: l'uscita di Iriondo dal gruppo, alcuni atteggiamenti del pubblico diventati quasi insopportabili, la stessa maturazione del personaggio.... Queste, tra le altre, le cause che hanno condotto gli Afterhours a realizzare un disco introspettivo e sofferente, molto più intimista rispetto ai precedenti. La tecnica di scrittura di Agnelli è cambiata, il celebre “cut up” alla Burroughs è scomparso per lasciare il posto a trame più “narrative” e meditate, ma, pur apprezzando sia l'indiscutibile talento che la convinzione mostrata in questa scelta, un piccolo rammarico, per quel passato in cui ogni frase nascondeva un semplice mistero, resta. Così come resta il rimpianto per sonorità più aliene, presenti anche nel tanto criticato “Non è per sempre”: album sì pop, ma di un pop deviato e obliquo con pochi paragoni in Italia. “Quello Che Non C'è” ha i sintomi del disco “in potenza”, ma raramente “in atto”, con alcuni schizzi oscuri ammalianti alternati a cali di tensione francamente deludenti. Ed anche i primi concerti mostrano alcune incertezze: inevitabili, forse, considerando i cambiamenti avvenuti, ma destinati a rendere più plausibile la possibilità di un prossimo scioglimento del gruppo.
Nel 2005 viene pubblicato un nuovo album, con la produzione di Greg Dulli, intitolato “Ballate per piccole iene”. Un disco dall'atmosfera plumbea, dove l'oscurità serpeggia sottotraccia. I momenti di pura introspezione si fanno preferire, e laddove emergono sferraglianti le chitarre, il rumore è sempre composto, si veda in proposito “Così com'è”, figlia bastarda delle varie “Germi” e “Male di miele”. Non emerge la volontà di strafare, di scrivere il brano definitivo, ma “La sottile linea bianca” potrebbe non a torto diventarlo, con il suo incedere meditabondo, tra falsetti e pavide distorsioni che veleggiano su di un delicato sottofondo pianistico.
Poco più in là, dalle parti di “Ci sono molti modi”, affiora ancora un Agnelli votato al culto della ballata pensosa, mentre in “La vedova bianca” riemergono prepotenti baccanali al rumor bianco. Citazione d'obbligo anche per il singolo “Ballata per la mia piccola iena”, che funge da perfetto pezzo d'impatto, con quella sua appena accennata linea melodica reiterata in un inesploso crescendo chitarristico.
Grazie alla collaborazione con Dulli, gli Afterhours suscitano l’interesse della One Little Indian inglese che commissiona al gruppo la versione inglese di “Ballate per Piccole Iene". “Ballads For Little Hyenas” esce a gennaio 2006 in buona parte d’Europa.
Nello stesso periodo entra ufficialmente a far parte della formazione Enrico Gabrielli, polistrumentista già collaboratore di Marco Parente, e Roberto Dell’Era che andrà a sostituire il bassista Andrea Viti che aveva lasciato il gruppo per “motivi artistici, professionali e umani”.
Forti di una formazione “rinfrescata” e con un nuovo prodotto in inglese finito e una promozione pronta, la One Little Indian americana decide di pubblicare e distribuire “Ballads For Little Hyenas” negli Stati Uniti, dove gli Afterhours intraprendono un tour di 26 date facendo da supporto ai Twilight Singers di Greg Dulli e a Jeff Klein.
La formazione raccoglie consensi quasi inaspettati da pubblico e critica e ad ogni concerto la gente accorsa per vedere anche loro e non solo gli headliner cresce di sera in sera.
È solo questione di pochi giorni, ormai, e il 9 ottobre 2006 “Ballads For Little Hyenas” esce anche in Inghilterra dove il gruppo si troverà a promuovere il disco in locali stracolmi di spettatori.
Il 9 febbraio 2007 esce il primo di due doppi Dvd mentre il secondo uscirà a maggio. “Lasciatevi infettare, non usate precauzioni” contiene tutti i video promozionali girati dalle origini del gruppo ad oggi, alcuni spezzoni tratti da apparizioni televisive e concerti tenuti nel corso degli anni e parecchie interviste durante le quali si ripercorrono i primi dieci difficili anni di vita del gruppo.
A marzo gli Afterhours tornano negli Stati Uniti per la loro prima tournée da headliner inaugurandola al Whisky Bar di Austin, in Texas, per la prestigiosa rassegna musicale South by Southwest.
Sono anni intensi per gli Afterhours, con i cambi di formazione (con l’ingresso dei fiati di Enrico Gabrielli), il passaggio al management Casasonica e la firma con la major Universal. Investito da questo turbinare di fatti e di emozioni, è logico che l'ottavo album di studio, “I milanesi ammazzano il sabato”, risulti alquanto instabile, dibattuto tra ricerche di nuovi orizzonti e mantenimento di una stabilità coerente con il proprio ego musicale. Se da una parte gli Afterhours rimangono legati alla loro natura primordiale (“E' solo febbre”), arricchendo alcuni pezzi di riff e potenze stoner da Queens Of The Stone Age (“Neppure carne da cannone per Dio”, “Pochi istanti nella lavatrice”, “Tutti gli uomini del Presidente”), da un altro lato esiste il desiderio di una rivoluzione silenziosa verso toni più quieti e rilassati, allacciati a un suono più melodico/popolare. È qui che l’album mostra il proprio punto debole, nonostante alcuni arrangiamenti complessi e forbiti, tra fiati, archi o piano, canzoni come “Riprendere Berlino” o “Tema: la mia città” risultano poco convincenti, prive di quel piglio e quel nerbo che hanno da sempre contraddistinto il lavoro del gruppo di Agnelli. Quando, poi, il ritmo rallenta ulteriormente, le cose non migliorano; mentre la subdola “Tarantella all’inazione”, con la sua ritmica, riesce a distinguersi abbastanza positivamente, la lenta ballata folk Lanegan-styledella title track è insipida, e “Dove si va da qui” prima annoia tra piano e drum machine e poi irrita con un pezzo in falsetto.
In questa voglia di tenerezza, hanno un ruolo da protagonista le vicende sentimentali-familiari di Agnelli, che fanno capolino un po’ dappertutto, specie nella finale “Orchi e streghe sono soli”, fiaba tenera dedicata alla figlia, pezzi di un (ri)trovato neo-romanticismo che però sul disco non pare proprio funzionare.
In conclusione, un lavoro irrisolto: l’eccesso di zelo nella costruzione di certe strutture sonore ha partorito in realtà pezzi semplici e poco incisivi e che questa smania di cambiare non è ancora stata messa a fuoco.
di Marco Delsodato, Magda Di Genova

Discografia:

Albums
1990 - During Christine's Sleep (Vox Pop)
1993 - Pop Kills Your Soul (Vox Pop)
1995 - Germi (Vox Pop)
1997 - Hai paura del buio? (Mescal)
1999 - Non è per sempre (Mescal)
2002 - Quello che non c'è (Mescal)
2005 - Ballate per piccole iene (Mescal)
2006 - Ballads for Little Hyenas (Mescal)
2008 - I milanesi ammazzano il sabato (Universal)
2009 - Il paese è reale (AC Europerecords)

Lives
2001 - Siam tre piccoli porcellin (Mescal)

Compilations
2008 - Cuori e demoni (EMI)

EP
1988 - All the Good Children Go to Hell (Toast Records)
1991 - Cocaine Head (Vox Pop)
2008 - Le sessioni ricreative (Universal)

Singles
1987 - My Bit Boy (Toast Records)
1995 - Dentro Marylin (Vox Pop)
1998 - Male di miele (Mescal)
1998 - Sui giovani d'oggi ci scatarro su (Mescal)
2000 - La verità che ricordavo (Mescal)
2000 - Bianca (Mescal)
2002 - Sulle labbra (Mescal)
2003 - La gente sta male (Mescal)
2004 - Gioia e rivoluzione (Mescal)
2005 - Ballata per la mia piccola iena (Mescal)
2008 - È solo febbre (Universal)
2008 - Pochi istanti nella lavatrice (Universal Records)
2008 - Riprendere Berlino (Universal Records)
2008 - Musa di nessuno (Universal Records)

DVDs
2007 - Non Usate Precauzioni/Fatevi Infettare (1985-1997) (Virgin-EMI)
2007 - Io Non Tremo (1997-2006) (Virgin-EMI)

Videoclips
Shadowplay
Ossigeno
Germi
Dentro Marilyn
Voglio una pelle splendida
Male di miele
Sui giovani d'oggi ci scatarro
Non è per sempre
Baby fiducia
Bianca
La verità che ricordavo
La sinfonia dei topi
Quello che non c'è
Non sono immaginario
Gioia e rivoluzione
La vedova bianca
White widow
È solo febbre
Pochi istanti nella lavatrice
Riprendere Berlino
Musa di nessuno