sabato 30 gennaio 2010

22.4 JAN ŠVANKMAJER_corti [3]

...questa la terza parte della filmografia completa di Jan Švankmajer:

Cortometraggi [3]
  • "Jídlo" ("Food") [1992], mirabolante e dissacrante parabola incentrata sul consumismo e un’altra ideosincrasia švankmajeriana: il cibo.


  • ulteriori cortometraggi manifestano l’amore dell’artista per specifiche manifestazioni della cultura rinascimentale boema, nata dall'ibridazione del neoplatonismo ficiniano e le parafrenalie alchemiche pre-barocche, e che originò ingegni dell’eccentrico come l’italiano Giuseppe Arcimboldo, al cui stile sono evidentemente dovuti "Flora" [1989] e "Moznosti Dialogu" ("Dimension of Dialogue") [1982]


  • "Zamilované Maso" ("Meat Love") [1989]
  • "Do Pivnice" ("Down to the Cellar") [1983]
  • "Muzné Hry" ("Virile Games") [1988]

  • "Another Kind of Love" [1988]
  • "Tma/Svetlo/Tma" ("Darkness/Light/Darkness") [1989]
  • "Animated Self-Portraits" [1989]
n.b. per chi volesse approfondire le sue conoscenze su Jan Švankmajer, gli consiglio vivamente di leggersi, sul blog del mio amico "Occhio sulle espressioni", gli articoli corrispondenti, che considero alcuni dei migliori sulla rete inerenti lo stregone praghese.

trame from Alphabet City

domenica 17 gennaio 2010

SPONSORIZZANDO IL MIO SECONDO BLOG

sponsorizzando il mio secondo blog...
...voglio semplicemente dirvi di diffondere la notizia, poiché è nato sulla rete un nuovo spazio indipendente che cercherò di rendere interessante il più possibile...

questa la presentazione:

"Turn Out The Lights" è un verso di "When The Music's Over" (1967), scritta da Jim Morrison, voce e anima dei Doors [in una live performance nell'immagine di sopra], a cui è appunto tributato questo modesto spazio sul web.

Nel seguente blog, io, Vision, posterò solo videoclips musicali, a casaccio, senza un ordine ben preciso, intenzioni filosofico-esponenziali o capacità di revisioni misteriose...
...quindi, in sostanza, quando non avrò un cazzo da fare, dipingerò i pezzi migliori del mosaico multiforme in cui si impregna uno dei connubi più affascinanti dell'arte moderna: quello tra musica e fotografia.

...naturalmente invito tutti i lettori/spettatori a seguire il blog, con commenti sensazionali ed emozionali...

domenica 10 gennaio 2010

22.3 JAN ŠVANKMAJER_corti [2]

...ed ecco la seconda parte della filmografia completa di Jan Švankmajer:

Cortometraggi [2]
  • il conflitto tra la simulacralità dell’uomo, costretto a soccombere alla feroce vitalità degli oggetti, si evince da "Picknick mit Weissmann" ("Picnic with Weissmann") [1968] e "Zvahlav aneb Saticky Slameného Huberta" ("Jabberwocky") [1971]

  • "Don Sanche" ("Don Juan") [1970]
  • gli omaggi alla letteratura gotico-romantica e orrorifica, da "| Otrantský Zámek" ("Castle of Otranto") [1977], liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Horace Walpole ai poeiani "Kyvadlo, Jáma a Nadeje" ("The Pit, the Pendulum and Hope") [1983] e "Zánik Domu Usheru" ("The Fall of the House of Usher") [1981]; anche se in in ogni opera di Švankmajer è trasfuso ed è palpabile l’influsso di letterati quali Lautréamont e il marchese De Sade.

n.b. da non dimenticare la compagna del regista, Eva Švankmajerová, talentuosa pittrice e sua collaboratrice in numerosi corti nonché lungometraggi quali "Alice" e "Faust".






trame from Alphabet City

sabato 9 gennaio 2010

22.2 JAN ŠVANKMAJER_bio+corti [1]

"Il mondo si divide in due categorie di diversa ampiezza... quelli che non hanno mai sentito parlare di Jan Švankmajer e quelli che hanno visto i suoi lavori e sanno di essersi trovati faccia a faccia con un genio". (Anthony Lane)

"non mi piacciono i cartoni animati, preferisco ambientare il mio mondo immaginario nella realtà" dice surrealmente Jan in un intervista del 1984.

"il maestro europeo del cinema di animazione", Jan Švankmajer, regista, pittore, scultore e poeta, che ha ispirato artisti come Tim Burton, Terry Gilliam e i fratelli Quay, nasce nel 1934 nella città più misteriosa e affascinante al mondo... Praga.
Quello che io considero il surrealista per principio è paradossalmente la realtà in persona, che di visionario non ha un bel niente... non so se mi spiego... ma penso che stop-motion, argilla, ossa, 3D, bambole, chiodi, arcimboldi, terra, piante, fogli, ombre, pietre, cibo, marionette, tempere, 2D, occhi, piante, mani, spazzolini, lacci, cucchiai, orologi, scarpe e altri oggetti ed entità antropomorfe non siano altro che semplici --cose-- reali pensate in una visione surreale.
Ed è proprio questo modo di pensare che stupisce lo spettatore, costretto ad osservare una realtà impostagli dal regista ed a concentrarsi nell'alternatività delle --cose--.
Ebbene Švankmajer è un mago senza mantello, o meglio uno stregone senza cappello... sì... perché le sue opere ipnotizzano, stravolgono, disgustano, ti fanno incazzare, fanno paura, non parlano ma rispondono, ti mandano aff......
Non inquietatevi... Švankmajer se la ride comunque!!!

Ecco la prima parte della sua filmografia completa:

Cortometraggi [1]
  • "Poslední Trik Pana Schwarcewalldea a Pana Edgara" ("The Last Trick") [1964]; il primo e significativo approccio alla pellicola da parte del regista che si avvale delle potenzialità insite nel “montaggio delle attrazioni” per avanzare la sua scepsi condotta in seno al teatro di marionette, e a quello di fusione video-performativa della Lanterna Magika, da lui fondato e tutt’ora attivo nella capitale ceca.


  • in "Johann Sebastian Bach: Fantasia G-moll" [1965] e "Leonarduv Denik" ("Leonardo's Diary") [1972] sono evidenti gli influssi delle cinesinfonie di W. Ruttmann o di H. Richter.


  • "Hra s Kameny" ("A Game with Stones") [1965]

  • "Rakvickarna" ("Punch and Judy") [1966]

  • "Et Cetera" [1966]

  • "Historia Naturae, Suita" [1967]
  • un’atmosfera ancor più inquietante è poi ravvisabile nelle opere di Švankmajer concepite ascoltando gli umori malsani introiettati dalla coercizione di stampo ideologico-espressiva, la cui asfissiante ed esiziale ombra cala sui personaggi e le situazioni di "Byt" ("The Flat") [1969], "Zahrada" ("The Garden") [1968] e, ovviamente, "Konec Stalinismu v Cechách" ("The Death of Stalinism in Bohemia") [1990], tutte paradigmaticamente influenzate da una marcata volontà di riproporre gli stilemi del cinema buñeliano.






n.b. Segnalo "Il mondo di Jan Švankmajer", edito nel 2008 da Minerva RaroVideo, che raccoglie in un doppio disco 14 cortometraggi (1964-1989) del regista ceco, con interessanti contenuti extra: "Il mondo dell’animazione parla di Jan Švankmajer"; tra gli interventi, Barry Purves (uno dei massimi animatori di pupazzi della storia dell'animazione), Bill Plympton (grande gagman surrealista americano, due volte candidato all'Oscar), Bruno Solarik (Membro del movimento surrealista ceco) e Giovanni Russo (Fondatore di eMotion, direttore del festival Lucca Animation).




trame from Alphabet City

giovedì 7 gennaio 2010

22.1 ČESKA ANIMATION

Nel panorama storico e internazionale del cinema d'animazione, l'esperienza ceca è ritenuta all'unanimità una delle più importanti e fertili di sempre.
L'ex Cecoslovacchia è stata capace di creare una scuola di pupazzi animati celebrata e imitata in tutto il mondo e, allo stesso tempo, è riuscita ad esprimere grande talento nelle altre tecniche facendo dell'estrema varietà visiva, della critica sociale e dell'utilizzo del surreale i suoi punti di forza.
Proprio la suggestiva città di Praga, alimentata oggi come ieri da innumerevoli fermenti creativi, offre un'altissima qualità di menti e materiali artistici. Dopo il crollo della Cortina di Ferro, la capitale della Repubblica Ceca è diventata l'avamposto culturale dell'Europa dell'Est verso l'Occidente, tornando quel crocevia di arte, innovazione, idee che era sempre stata in passato. Meta ogni anno di sempre più imponenti flussi turistici, città antica e pregna di storia, ma ugualmente in grado di attrarre i giovani di tutto il mondo, Praga è il cuore pulsante della nuova Europa.

A Marzo del 2009, durante il Festival Internazionale del Film d'Animazione di Lucca Animation, c'è stata la miglior rassegna internazionale che sia stata mai fatta sull'animazione ceca.
La rassegna si divideva in 4 parti: "I Maestri di Praga: ieri", "I Maestri di Praga: oggi", "Jan Švankmajer" e "Jiří Barta"...
...ebbene, ripercorrendo queste sezioni e aggiungendovi Jiří Trnka, Vision vi porterà alla scoperta di Praga... come non l'avete mai vista!!!

post liberamente ispirato a Lucca Animation 2009

martedì 5 gennaio 2010

21.2 PRIIT PÄRN

Il suo stile personalissimo, lontano dalle "carinerie" di disneyana memoria tanto quanto dallo stile più serioso e moralizzante di Rein Ramaat (con cui aveva iniziato la sua carriera), ha ispirato numerosi artisti anche al di fuori dei confini dei paesi dell'est: i famosi Rugrats del circuito Nickelodeon sono un evidente omaggio al suo inconfondibile tratto.

Dopo il suo film d'esordio del 1977, "Is the Earth Round", Pärn ha proseguito nella sua prolifica carriera con:
  • "Triangle" (1982);
  • "Time Out" (1984);
  • "Breakfast on the Grass" or "Eine murul" (1987);
  • "Hotel E" (1992);
  • "1985" (diretto insieme a Janno Poldma); The amazing true story of the invention of cinema, and the subsequent delay of all other inventions. Priit Pärn made this film in 1995, the 100th birthday of the cinematographe.
  • "Night of the Carrots" aka "Porgandite öö" (1998);

n.b. Dopo aver insegnato animazione all'Università di Turku, in Finlandia, Priit Pärn ha ricevuto il Lifetime Achievement Award della International Animated Film Association.

post liberamente ispirato a Castelli Animati / Priit Pärn

lunedì 4 gennaio 2010

21.1 ESTONIAN ANIMATION

Uno dei Paesi più all'avanguardia in Europa e nel mondo per modernità e forme organizzative; l'Estonia ha una storia da frontiera culturale tra l'Occidente e l'ex Unione Sovietica, della quale rappresentava un corridoio d'infiltrazione intellettuale data la vicinanza geografica ed etnica con la Scandinavia. Le caratteristiche di curiosità, eclettismo e apertura della cultura estone hanno così prodotto un cinema d'animazione oggi ancora relativamente giovane (al di là di alcuni esperimenti di stampo "disneyano" che non ebbero seguito negli anni Trenta, il primo film d'animazione moderno prodotto in Estonia è infatti il "Little Peter's Dream" di Elbert Tuganov, datato 1958), e che ha saputo svincolarsi dagli esempi russi e sovietici, assimilando al meglio il cinema occidentale e dandosi un carattere assolutamente originale e inconfondibile, tanto nella forma del film di pupazzi quanto nel disegno animato.
L'animazione estone, pur nella sua ampiezza di esiti, riflette una serie di costanti di base. L'elemento visivo, convogliato soprattutto in un design spesso estremamente inventivo, colorato e cangiante, ne è la chiave di lettura principale, unito a un tessuto sonoro molto sofisticato, che ha spesso un ruolo principe nei film (non per niente l'Estonia ha attuato quella che viene definita la «Singing Revolution», data l'importanza nazionalistica del patrimonio musicale e del festival relativo, che fu poetica e incruenta sede della resistenza anti-sovietica), e si rivela capace di rileggere il folklore musicale e i suoni battenti e ossessivi di stampo tribale, mixandoli alle suggestioni della musica elettronica. L'approccio estone al film di pupazzi risulta quindi molto più sperimentale di quello dei "cugini" della classica scuola cecoslovacca, legandosi a tecniche molto variegate (pixilation, animazione d'oggetti, découpage, miscugli tra 2D e 3D) e ad esempi più lontani (Gran Bretagna) o estremi (Svankmajer, Borowczyk, i fratelli Quay), mentre il disegno animato ha vissuto negli ultimi anni l'influenza carismatica di un gigante come Priit Pärn. Su queste basi s'innestano tanto temi legati alle fiabe e al folklore, all'ecologia, agli aspetti che riconducono l'Estonia al suo status di cultura nordica, finnica, quasi animista (l'Estonia è rimasta pressoché priva della presenza di una religione di Stato, e impervia alle penetrazioni del Cattolicesimo), quanto una forma incisiva di surrealismo e di riflessione simbolista sulle istanze e le storture della società contemporanea, che ha visto il passaggio della piccola nazione baltica dalla dittatura comunista straniera al capitalismo sfrenato, per quanto internamente imbrigliato in maniera più attenta che altrove.

domenica 3 gennaio 2010

20.4 ALEKSANDR PETROV

Artista di fama mondiale, Aleksandr Petrov usa definire la tecnica con cui realizza i suoi lavori «la via più breve dal cuore all’opera animata». Dipinge le sue storie con le dita, ricorrendo al pennello solo in casi eccezionali: per un minuto di film è necessario dipingere circa mille “quadri”. Ciascuno di essi prende vita dalle modifiche apportate nel precedente in un costante divenire di forme, colori, ombre e luci. Dinanzi allo sguardo dello spettatore scene intense mutano una nell’altra quasi per magia, fondendosi in una composizione cinematografica di straordinaria bellezza. Attraverso l’incanto dell’animazione e un delicato romanticismo, Petrov ci racconta atmosfere e suggestioni di opere e motivi della letteratura classica.

...così l'associazione ASIFA Italia presentava circa un mesetto fa la partecipazione del regista russo al "Sottodiciotto Filmfestival" di Torino.

Nato nel 1957 a Prečistoe, distretto di Jaroslavl’, (Russia), Aleksandr Petrov è oggi il protagonista indiscusso dell'animazione russa. Frequenta i primi studi all’Istituto d’arte di Jaroslavl (dove oggi risiede e dove ha da poco aperto i propri studios), per poi passare al rinomato Istituto di cinematografia VGIK di Mosca, dove diviene allievo di Ivan Ivanov-Vano.
Queste le sue opere dai frames oleati:
  • "Korova" ("La mucca") 1989; Vasja vive in campagna con i genitori. Accudisce con amore la loro mucca e il vitellino appena nato. Ma un giorno il piccolo vitello, malato, scomparirà… Tratto dall’omonimo racconto di Andrej Platonov, è il primo cortometraggio del regista.
  • "Son smešnogo čeloveka" ("Il sogno di un uomo ridicolo") 1992; Dal racconto omonimo di Fëdor Dostoevskij. Il protagonista decide di suicidarsi, ma, poco prima dell’atto estremo, cade addormentato. Sogna di un mondo perfetto, dove tutto è pace e armonia. La sua presenza, però, corrompe quel magico equilibrio, suscitando terrore e odio. Un delirio? Un’allucinazione? Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui il Premio per il miglior cortometraggio al Festival di Annecy nel 1993 e il Premio speciale ASIFA.
  • "Rusalka" 1996; Ispirato all’omonimo dramma in versi incompiuto di Puškin e, più in generale, a una complessa figura della mitologia slava, la rusalka, ossia lo spirito di una fanciulla morta prematuramente o innaturalmente per suicidio – di solito annegamento – a causa di un amore infelice e riemersa nel mondo dei vivi in cerca di vendetta. Un vecchio monaco viene assalito dai fantasmi del passato e dal ricordo di una ragazza cui aveva fatto un grave torto, quando il suo giovane novizio viene sedotto da un’irresistibile ninfa del mare… Oltre a numerosi riconoscimenti, il film ha ottenuto il Gran Premio a Cinanima nel 1997 e la nomination all’Oscar nel 1998.
  • "Starik i more" ("Il vecchio e il mare") 1999; Dall’opera di Ernest Hemingway, le avventure in mare del vecchio pescatore Santiago tra speranza, coraggio e solitudine. Uno straordinario viaggio nel rapporto che lega l’uomo alla natura. Un’atmosfera di tensione e sentimenti profondi interpretata con magistrale genio pittorico. Premio Oscar 2000.
  • "Moja Ljubov’" ("Il mio amore") 2006; Tratto da una novella di Ivan Šmeliov del 1927: nella Mosca pre-rivoluzionaria dell’Ottocento, poco più di un villaggio, un ragazzino è alle prese coi primi palpiti e tormenti amorosi, diviso tra una matura donna-vampira e una dolce coetanea. Il film, dipinto a olio su lastre di plastica trasparente con le dita, poi illuminate da dietro e sovrapposte (20 per ogni fotogramma) a creare un effetto di incredibile movimento e intensità, ha richiesto tre anni di lavoro ed è stato candidato all’Oscar nel 2008.

trame from ASIFA Italia

sabato 2 gennaio 2010

20.3 YURI NORSTEIN

Yuri Norstein è oggi considerato il più grande animatore russo di tutti i tempi...

Nato da una famiglia ebrea nel settembre del 1941 ad Andrejevka, un villaggio della provincia di Penza Oblas, ben presto dovette emigrare con la sua famiglia a nord di Mosca, dove si stanziò in un vecchio caseggiato. La sua infanzia fu molto travagliata, poiché si trovò a vivere il crudele regime stalinista, che più volte perseguitò la stessa famiglia Norstein; in seguito alla morte del padre, tipico operaio forzato, Yuri decise di dedicarsi completamente all'arte animata, abbandonando il suo lavoro (di progettazione di casse di imballaggio per mobili) e frequentando un corso di animazione presso la Soyuzmultfilm, il più importante studio d'animazione dell'URSS (fondato a Mosca nel 1935).
Qui lavora come animatore in quasi 50 films, prima di poter codirigere con Arkadi Tyurin nel 1967 la sua prima pellicola, "25th October- The First Day" ("25 ottobre - Il primo giorno"); rievocazione degli inizi della Rivoluzione d'Ottobre, attraverso l'uso di materiale iconografico dell'epoca, a partire dalle opere degli artisti d'avanguardia.
Nel 1970 è la volta di "The Battle of Kerzhenets" ("La battaglia di Kerzents"), codiretto con Ivan Ivanov-Vano; animando antichi affreschi, miniature e icone medievali, il film racconta la storia della vittoriosa resistenza della città di Kerzents contro i Tartari.
Gli anni Settanta sono invece il periodo più prolifico per il regista russo, che, insieme alla moglie Francesca Yarbusova (animation designer di grande talento), dirige opere ovunque riconosciute come esempi di talento e maestria: "The Fox and the Rabbit" - "La volpe e la lepre" (1973); una lepre viene scacciata di casa da una volpe prepotente, e trova l'aiuto di un gallo. "The Heron and the Crane" - "L'airone e la gru" (1974); l'indecisa danza di corteggiamento di un airone e una gru dalle idee poco chiare. La celebrazione in forma di fiaba romantica della solitudine e dell'incomunicabilità. "The Hedgehog in the Fog" - "Il riccio nella nebbia" (1975); un piccolo riccio, diretto a far visita all'amico orsetto, si perde nel bosco nebbioso e fra le seducenti visioni che nasconde. L'immaginazione come approccio alla vita.
Ma è nel 1979 che Yuri raggiunge il massimo della sua capacità di espressione artistica, facendo di un intruglio malinconico di puppet animation, découpage, olii ed altri espedienti da seppuku un'opera talmente inquietante, che la sua visione quasi disturba la quiete passiva dello spettatore, costretto a immergersi in un collasso di immagini su sottofondi musicali provocanti brividi non agghiaccianti ma ghiacciati (privi di emozioni). Ebbene questo ibrido innaturale, morfologicamente perverso, che ha dato vita a non poche contraddizioni da parte del Goskino (la Commissione statale di cinematografia dell'URSS, con funzioni prevalentemente censorie), fu considerato in occasione delle Olimpiadi dell'Animazione di Los Angeles (1984) il miglior film d'animazione di tutti i tempi. Sto parlando di "Skazka Skazok" - "Tale of the Tales" ("Il Racconto dei Racconti"), il cui titolo originale era "Il piccolo lupo grigio arriverà" (mutato in seguito ad insistenti costrizioni del Goskino).
Riassumere la trama (così come viene sottolineato su Komix.it) è un'impresa alquanto ardua, dato che la storia non segue un percorso razionale e le visioni e i ricordi che la compongono non sono mostrati secondo un chiaro ordine cronologico, ma si succedono secondo libere associazioni mentali: un piccolo lupo dagli occhi malinconici osserva un neonato succhiare il latte della madre che gli canta una ninna-nanna, un minotauro gioca a saltare la corda con una ragazzina, un bimbo mangia una mela in compagnia di grossi corvi in un paesaggio innevato, alcune donne mentre ballano un tango vedono scomparire uno ad uno i loro uomini chiamati a combattere al fronte.
L'ultima interminabile fatica di Norstein dovrebbe essere un lungometraggio ispirato a "Il cappotto", celebre racconto di Gogol, la cui realizzazione iniziata nei primi anni '80 è ad oggi ancora non finita, poiché sembrerebbe il fattore economico questa volta ad ostacolare il grande maestro russo, che però non demorde; anzi afferma indirettamente (ma volontariamente, a mio avviso) che questo sarà il suo capolavoro...

trame from Lo Spazio Bianco

giovedì 31 dicembre 2009

LA FINE SI AVVICINA

immaginatevi in un tornado infinito, tra sabbia e terra, detriti e cemento... pensate alla fine, quando arriverà?

...è passato un altro anno... e l'umanità si dirige inesorabilmente verso la fine decadente del provare umane emozioni...
...ed allora, più depresso che mai, Vision vi augura che possiate passare quest'ultimo dell'anno tra canne e foglie di bambù...

mercoledì 30 dicembre 2009

20.2 VLADISLAV STAREVICH

Se Émile Cohl è il padre del disegno animato... allora Vladislav Starevich è il creatore della "puppet animation", cioè dell'animazione di figure tridimensionali.

Nato nel 1882 a Mosca da famiglia polacca, Vladislav, dopo esser cresciuto presso i nonni in Lituania, si appassiona agli insetti e pertanto ben presto decide di realizzare un documentario su di essi, ottenendo eccellenti risultati con coleotteri morti, animati per mezzo del passo uno (stop-motion).
Ed ecco che il mondo scopre la 3D animation (quella in cui sono i pupazzi a farla da padrona)... essa, presente in quasi tutti i lavori di Starevich (poiché sue sono anche sperimentazioni di cinematografia "dal vero"), diviene ben presto "famosa" in tutta la Russia, tanto da attirare l'attenzione dello Zar Nicola II... arriva la Rivoluzione d'Ottobre e il maestro russo espatria in Francia (prima a Parigi e poi a Fontenay-sous-Bois), dove darà vita ad un proprio studio cinematografico indipendente, in cui passerà tra fotogrammi e puppets gli ultimi anni della sua vita (1965).

Della sua molto prolifica produzione sarebbero molti i films da citare... ma in questo piccolo spazio sul web, ne segnaleremo solo alcuni:
  • "Piękna Lukanida" ("La Bella Lucanide"), narra l'avventurosa lotta tra due coleotteri maschi che si contendono l'amata femmina di Cervo Volante (Lucanus Cervus).
  • "Per Strekoza i Muravei" ("La Cicala e la Formica"), ispirato alla favola classica nella versione primo ottocentesca di Ivan Krylov.
  • "Miest Kinomatograficheskovo Operatora" ("La Vendetta del Cameraman"), protagonista ne è il signor Scarafaggio; questi, in viaggio per affari, si reca presso un teatrino di rivista, dove si apparta con una ballerina in una camera d’albergo, sconfiggendo con modi rudi la rivalità del signor Cavalletta, che, ferito nell’orgoglio, riprende con una cinepresa i due amanti appartati. Nel frattempo anche la Signora Scarafaggio, rimasta sola, intrattiene una relazione clandestina, ma è colta sul fatto al ritorno a casa del marito, il quale infuriato bastona l’amante. Per mostrarsi magnanimo decide però di perdonare la moglie e portarla al cinema, ignaro del fatto che l’operatore è il signor Cavalletta, il quale per vendicarsi sta proiettando il filmato fraudolentemente ripreso all’albergo. Viene così umiliato davanti a tutti, e per sottrarsi alle bastonate della moglie deve fuggire sfondando lo schermo.
n.b. questa è la sua opera più illustre ed importante.

  • "Les Grenouilles qui demandent un roi", tratto dalla favola di Esopo, cui farà seguito "La Voix du rossignol", colorato a mano e che vede sullo schermo come protagonista assieme ai pupazzi sua figlia Irina.
  • "Le Roman de Renard", realizzato tra il 1930 e il 1939, terzo lungometraggio animato sonoro della storia dopo "Peludópolis" di Quirino Cristiani del 1931 e "Il Nuovo Gulliver" realizzato nel 1935 in stop-motion in Unione Sovietica.
  • "Fatiche", un pupazzo che sarà protagonista di una serie di 5 "movies" per l’infanzia tra il 1933 e il 1937.

martedì 29 dicembre 2009

20.1 RUSSIAN ANIMATION

Ed eccoci in Russia, ultima tappa prima di lasciare l'Oriente animato...
...in questi 2 o 3 post che seguono sarò breve nel dirvi che l'animazione dell'ex URSS e dell'attuale Federazione Russa ha contribuito come protagonista, direi di quarto grado (dopo USA, Japan e France), allo sviluppo mondiale di quest'arte, della quale in futuro tante saranno le sorprese in cui dovremo imbatterci.

Ed allora partiamo, citando quella che vuol essere l'introduzione a "I Maestri dell'Animazione Russa" (cofanetto di 4 dvd edito nel 2005 dalla Terminal Video):

La scuola di animazione russa nacque nel 1912 quando il cameraman Vladislav Starevich produsse "La Bella Lucanide", film di animazione sugli insetti. Nel 1997, in un angolo da tempo dimenticato dell'archivio di stato, alcuni registi di documentari scoprirono altri film realizzati da Starevich che lo consacrarono come il vero padre dell'animazione russa. Nella serie "I Maestri dell'Animazione Russa" vengono presentati cortometraggi realizzati tra il 1963 e il 1990, tutti originariamente prodotti per il grande schermo e realizzati in modo artigianale. Molti hanno ricevuto le più alte onorificenze cinematografiche internazionali ("Tale of the tales" [1979] di Yuri Norstein è stato riconosciuto come miglior film di animazione di tutti i tempi dalle giurie dei Festival di Zagabria e di Los Angeles) . Altri hanno irritato il sistema di censura sovietico in misura tale da essere accantonati o programmati limitatamente nel periodo della Perestrojka. Un'occasione unica per gustare un esempio di animazione indipendente e militante, carica di ispirazione artistica e di denuncia sociale, legata alla fiaba e al fantastico ma anche alla condizione umana e a suoi valori.

Ebbene dovrebbero essere questi i registi contenuti nei frames dei 4 dvd: Yuri Norstein, Fedor Khitruk, Andrei Khrjanovsky, Lev Atamanov, Eduard Nazarov e Ivan Ivanov-Vano; ma noi ci limiteremo ad analizzare solo Vladislav Starevich, il padre dell'animazione russa, Yuri Norstein, ormai considerato il più grande di tutti i tempi, ed Aleksandr Petrov, la sorpresa, che stranamente non risulta essere presente in questo cofanetto.

n.b.: se ancora non avete questi 4 dvd, è ora che ve li procuriate!!!... non voglio essere insistente, ma 50 euri non sono poi così tanti!!!

lunedì 28 dicembre 2009

19.1 KOREAN ANIMATION

Cari lettori e spettatori che ogni giorno vi perdete tra le righe "post"rutturali di Vision... il nostro cammino interplanetario in Giappone è contestualmente terminato, almeno per ora, e quindi la vostra guida si appresta a portarvi in Korea alla scoperta di nuove frontiere animate...

Oggi l'animazione coreana sta progressivamente ritagliandosi uno spazio sempre più significativo nel mondo cartaceo inchiostrato di CG... ed è quindi mio dovere inventariarvi qui di seguito quelli che sono i prodotti "made in Korea" (naturalmente inediti in Italia) che più di tutti meritano un posto in questo blog:

"My Beautiful Girl, Mari" è un lungometraggio di 86 minuti, vincitore dell'"Annecy Animation Film Festival 2002", diretto da Seong-kang Lee. Ciò che abbia realmente fatto Lee per ottenere una tale prestazione grafica è a me ignoto, in quanto non si è mai visto un miscuglio di "cell animation", "3D animation" e "rotoscoping" talmente realistico da far risultare il cartone una "non"poesia, acquerellata da personaggi immersi in un viaggio immaginario.
La storia ha come protagonisti due ragazzi che, nel loro quotidiano girovagare, si imbattono in alcune biglie trovate in cima ad un vecchio faro e vengono trasportati in un bellissimo mondo fatto di magia e meraviglia. Qui i due si imbattono in Mari e scappano dalla loro quotidianità e dalle "fatiche" della loro vita rilassandosi e meravigliandosi del loro nuovo mondo.






"Elysium" è un "movie" diretto nel 2003 da Jae-woong Kwon, il quale a differenza del suo collega (sopra già citato) non ha del tutto convinto la critica occidentale. Causa ne è la Computer Graphics, sviluppata maccheronicamente, (basti vedere i volti dei personaggi, privi di microchip emozionali) e la trama, semplice e al tempo stesso eccessivamente complessa. Ma questo non è però un buon motivo per mettere in secondo piano la visione kwoniana.
La storia vede come protagonisti personaggi provenienti da ambienti differenti, sulla terra nell'anno 2113. Troviamo un militare, un ragazzino e un ragazzo consegna pizze alle prese con una cospirazione per distruggere il mondo. Questi, oltre i loro normali impegni, vengono riuniti insieme in un luogo lontano dalla terra, sul pianeta dove vivono gli Elysium, e chiamati come "cavalieri" a proteggere "l'arca". Nel frattempo ogni città sulla terra è ridotta a macerie da un improvviso conflitto di ambito extra-terrestre. Così i quattro "cavalieri", a bordo di futuristici robot alti diversi metri, si ritrovano a combattere contro i robot delle armate degli Elysium per sventare una grande cospirazione.


"Wonderful Days" è invece l'"Akira" coreano, in senso malato del termine, (ovvero l'"anime" coreano che per primo è stato accolto in Occidente come "un dramma futuristico"). Diretto nel 2003 da Moon-saeng Kim, è frutto di una mega-produzione di 10 milioni di dollari, che in soli 86 minuti sviluppa uno spirito decadente e paranoico alla giappomaniera.
La storia, ambientata in un futuro in cui la civilizzazione umana è stata annientata dalla guerra e dall'inquinamento, presenta soltanto poca gente che ha avuto il potere e la tecnologia si scampare al disastro. Quella gente ha costruito l'ultima città umana chiamata "Ecoban". Poichè la relativa fonte di energia è la sostanza inquinante, la gente di Ecoban progetta di distruggere gli abitanti di Marr per ottenere più sostanza inquinante. Contro il progetto di Ecoban si schiera un giovane che desidera ripulire i cieli dalle nubi, per mostrare il cielo meraviglioso alla ragazza che egli ama.

"Empress Chung" è un lungometraggio animato diretto nel 2005 da Nelson Shin, veterano dell'animazione (Simpson, Spider-Man, Batman, Hulk, Fantastici 4, Transformers). Sono ben 7 gli anni che hanno portato alla realizzazione della seguente pellicola, impregnata di un non so che di leggendario; la prima presentata contemporaneamente in Corea del Sud e Corea del Nord, due parti di una stessa nazione divisa da tempo immemorabile.
La storia si rifà ad un vecchio racconto popolare coreano. L'ambientazione è quella del 18° secolo. L'intera vicenda gira intorno a Shim Chung, figlia di Shim Hakku, un vecchio impiegato governativo onesto e leale che lavora per il re. Un giorno questo si rifiuta di unirsi ad un gruppo di ministri corrotti che intendono prendere il potere e spodestare il re, così danno fuoco alla casa e il vecchio Shim Hakku perde la sua vista e gran parte della sua famiglia, ad eccezione della piccola Chung, diventando anche povero a causa della perdita del suo lavoro. Quattordici anni più tardi ritroviamo, in un piccolo villaggio di pescatori, la piccola Chung con suo padre Hakku. La vita del villaggio peggiora per la comparsa, in mare, di un mostro che impedisce ai pescatori di andare a svolgere il loro lavoro, così la devota Chung si offre volontaria per placare la collera del mostro e, nello stesso tempo, cercare di avere in dono dagli dei il ritorno della vista per il padre. Da quì inizia la grande avventura della giovane Chung, tra nuovi amici, guerre e tanto altro ancora.

trame from Animation Italy

venerdì 25 dicembre 2009

LETTERA A BABBO NATALE...


...Auguri di un Felice NATALE!!!

mercoledì 23 dicembre 2009

18.2 BYOUSOKU 5 CENTIMETER

"Byousoku 5 Centimeter" (anche conosciuto come "5 Centimeters Per Second") è il capolavoro di Makoto Shinkai, che in 60 minuti diviso 3 ("Il capitolo dei fiori di ciliegio", "Cosmonauta", "5 centimetri al secondo") esprime la sua arte, mescolandola poeticamente con petali di ciliegio.
Perfezione... è la parola appropriata per identificare questo viaggio visivo in una malinconia artistica, in cui i disegni sono anima del mondo affascinato dalla separazione paranormale di due individui. Amore e allontanamento... tematiche che la psiche niitsuiana sviluppa nel migliore dei modi, annaffiandole di fiori e di nuvole. I disegni non sono umani (forse fotocopie di menti extraterrestri), le musiche sono sublimi, i colori dovrebbero provenire da pastelli inchiostrati di sillabe stilnoviste... mah non posso credere che tutto ciò che vedo sia frutto di questo Makoto... chi è in realtà Costui?

La trama è tanto semplice quanto genialmente articolata: Takaki e Akari sono due giovanissimi studenti delle scuole elementari, amici da sempre. Tra i due però nasce e via via cresce sempre più un forte rapporto che va consolidandosi e diviene molto più che una semplice amicizia.
L'intesa continua fino a quando Takaki deve trasferirsi improvvisamente per andare a frequentare una scuola di Tokyo mentre Akari deve cambiare abitazione e si stabilirà d'ora in avanti nella prefettura di Tochigi.
Questo è il primo passo dell'allontanamento dei due; in seguito comunque, dopo un altro incontro, si scambieranno promesse e messaggi, mentre vivranno le proprie vite nello scorrere inesorabile del tempo.
E' proprio il tempo, unito alla lontananza, a lasciare che le loro strade si dividano.

"Byousoku 5 Centimeter" (movie)
director, screenplay, storyboard, art director, sound director, producer, 3DCG work, camera, cinematography, color design, editing: Makoto Shinkai
year pr.: 2007
time: 62'-col.
episodes: 3







trama from Jigoku

18.1 MAKOTO SHINKAI

Makoto Shinkai nasce il 9 Febbraio del 1973 a Nagano col nome di Makoto Niitsu (poi cambiato nel precedentemente già citato). Questi fin da adolescente si dedica con impegno alla sua passione artistica: ovvero il mondo degli "anime e manga" nipponici, e dopo aver frequentato la facoltà di letteratura giapponese all'università... comincia seriamente ad imboccare quella strada non asfaltata che lo porterà, prima da solo, poi con la sua troupe di fiducia, a confrontarsi con il resto del mondo animato, da cui sarà subito accettato come nuovo protagonista del nuovo Giappone.
Il maestro spirituale di Shinkai è stato Miyazaki, che pur non intervenendo concretamente nell'educazione artistica del giovane allievo ha però lasciato le sue indelebili tracce, che infatti ben si notano nelle opere di Shinkai, ormai identificato dai suoi fans (e non) come erede della magia miyazakiana.
Oggi, all'età di 36 anni, il giovane erede ha all'attivo tre cortometraggi: "Other Worlds" (1991), "Egao" (2003), "Neko no Shūkai" (2007); due OAV: "Lei e il suo Gatto" (1999), "La Voce delle Stelle" (2002); due lungometraggi: "Beyond the Clouds, the promised place" (2004), "Byousoku 5 Centimeter" (2007).
n.b. "Egao" e "Neko no Shūkai" vogliono essere due spot televisivi della NHK.

Di seguito la filmografia di Makoto Shinkai. Per comprenderla al meglio potete seguire questo specchietto:
"directors - collaborators, title, year production, time (kind - episodes)"
n.b. la "x" sta per "ignoto" e i "..." indicano continuità.
Per qualunque dubbio potete contattarmi, mediante commento.
  • Makoto Shinkai, "Other Worlds", 1991, 1'-col. (movie)
  • Makoto Shinkai, "Lei e il suo Gatto", 1999, 5'-col. (OAV)
  • Makoto Shinkai, Steven Foster, "La Voce delle Stelle", 2002, 25'-col. (OAV)
  • Makoto Shinkai, "Egao", 2003, 2'-col. (special)
  • Makoto Shinkai, "Beyond the Clouds, the promised place", 2004, 91'-col. (movie)
  • Makoto Shinkai, "Neko no Shūkai", 2007, 1'-col. (special)
  • Makoto Shinkai, "Byousoku 5 Centimeter", 2007, 62'-col. (movie - 3 ep.)

venerdì 18 dicembre 2009

IBLARD JIKAN

"è un'esperienza nuova, anzi nuovissima... mai vista e pensata prima del 2007"

In quest'era in cui la CG tenta di dominare e le matite stanno progressivamente consumandosi, ci ha pensato lo Studio Ghibli, su idea di Hayao Miyazaki, a inventare una lampada che non si avvita, una successione di dipinti che prendono vita in una damigiana senza tappo. Ebbene non so come possa aver fatto quel pazzo di Naohisa Inoue a "costringere" il maestro giapponese a dipingere questa poesia visiva senza parole, ma con sole note impregnate su tavole da Kiyonori Matsuo... chissà se in futuro si parlerà di quest'opera come l'inizio della svolta o la fine del (non)nulla...

Ed ecco che ci pensa il sottoscritto a portarvi su Vision... in prima visione italiana... "Iblard Jikan" (cosa non ti aspetti)...



giovedì 17 dicembre 2009

17.1 OTHER JAPANESE MOVIES

"Dracula" (special)
directors: Akinori Nagaoka, Minoru Okazaki
year pr.: 1980
time: 94'-col.
Nella città di Boston, Dracula incontra la bella Dominy, se ne innamora e la sposa anche se ella è destinata a Satana, suscitando l'ira vendicativa di quest'ultimo. Il figlio Janus morto durante il battesimo, rinasce per volontà di Dio per dare la caccia al padre. Ma alla ricerca di Dracula ci sono tre individui, il prof. Harker, Jenny e Frank Drake, decisi ad ucciderlo ad ogni costo...



"Kenshin Samurai Vagabondo: Memorie Del Passato" (OAV)
director: Kazuhiro Furuhashi
year pr.: 1999
time: 30' ep.-col.
episodes: 4
La storia di come il giovane Shinta diventi prima l'assassino Battosai e poi il samurai Kenshin, protagonista dell'omonimo manga, è magistralmente narrata, con dolore e poesia, mescolando introspezione psicologica e feroci combattimenti a colpi di katana. Rispetto alle usuali vicende di Kenshin, è stata del tutto eliminata la componente umoristica ed è stato adottato un character design più adulto, perfettamente in tono con le vicende narrate, con animazioni di buon livello, che si accompagnano ad una regia piuttosto ispirata. Il tutto ulteriormente impreziosito da una eccezionale colonna sonora, che contribuisce in maniera determinante a coinvolgere e commuovere lo spettatore...(da recuperare assolutamente!!!)
(from SpazioFilm)

"Final Fantasy: The Spirits Within" (movie)
directors: Hironobu Sakaguchi, Motonori Sakakibara
year pr.: 2001
time: 106'-col.
La dottoressa Aki Ross, perseguitata da un incubo ricorrente, è impegnata nella ricerca di una possibile arma di difesa contro l'invasione della Terra da parte di una pericolosissima specie di alieni molto simili a dei fantasmi, i Phantoms, il cui contatto è letale. Contagiata anche lei da questi alieni si unisce ad una squadra militare, capitanata da Gray Edwards e chiamata "deep eyes", che si vedrà costretta ad andare contro la volontà del generale Hein, quando questo opta per una soluzione drastica che potrebbe distruggere completamente la Terra...

"You're Under Arrest: The Movie" (movie)
director: Junji Nishimura
year pr.: 1999
time: 90'-col.
Sono le 8:45 e Natsumi è già in ritardo di un quarto d'ora, un importante appuntamento di lavoro l'aspetta; non c'è tempo da perdere e allora via a tutto gas sul motorino, in barba al codice della strada... Natsumi pensa di farla franca ma una poliziotta in auto la segue finché, complice un gatto che attraversa la strada non proprio nel momento migliore, la fuga di Natsumi si conclude miseramente con una scivolata e con una salata multa per le innumerevoli infrazioni commesse. È così che Natsumi Tsujimoto conosce Miyuki Kobayakawa e nonostante l'inizio non sia dei migliori fra le due ragazze nascerà una profonda amicizia, visto che l'appuntamento di Natsumi è... al commissariato di polizia di Bokuto. Natsumi e Miyuki non sembrano convinte di poter lavorare insieme ma...

"Parasite Dolls" (OAV)
directors: Kazuto Nakazawa, Naoyuki Yoshinaga, Yasuhiro Geshi
year pr.: 2003
time: 85'-col.
L'anno è il 2034. Nelle labirintiche metropoli del futuro, uomini ed androidi convivono non sempre pacificamente. Per questa ragione la polizia ha istituito un corpo speciale denominato Branch, il cui compito è monitorare l'attività degli androidi, meglio noti come Boomer. Il gruppo è formato dal caposezione Takahashi, dal suo ex compagno di studi Buzz, dalla bellissima Angel, dal genio dell'informatica Myers, dal boomer Kimball e dalla giovane recluta Michaelson. Le loro indagini li portano ad investigare su una misteriosa droga che sembra far impazzire i Boomer, su un serial killer di prostitute androidi ed infine sui folli progetti di un politico senza scrupoli...
(from SpazioFilm)

"xxxHOLiC Il Film: Sogno di una notte di mezza estate" (movie)
director: Tsutomu Mizushima
year pr.: 2005
time: 60'-col.
Una giovane donna chiede a Yuko di investigare sulla sua casa, nella quale non può più entrare per qualche misterioso motivo. Nella stessa casa è in corso un'asta per collezionisti fanatici, a cui è stata invitata anche Yuko. Questo sembra essere il vero motivo per cui la strega si trova in questa villa, mentre la presenza di Watanuki e Domeki viene attribuita alla missione che devono svolgere. Nel frattempo, uno dopo l'altro, i collezionisti cominciano a scomparire, e ogni notte accadono strani avvenimenti...

"Melanzana - Un'estate in Andalusia" (movie)
director: Kitaro Kousaka
year pr.: 2003
time: 45'-col.
Lo stile Ghibli è inconfondibile. La qualità MadHouse è indiscutibile. Kousaka può essere una sorpresa, ma in fondo non lo è. Supervisore e direttore delle animazioni per oltre un ventennio in quello studio in cui letteralmente "si crea la magia" nella terra del sol levante: lo Studio Ghibli. La storia che da vita a questo mediometraggio è tratta direttamente dal manga di Kuroda, una storia che ha poco, anzi nessun sapore della terra del sushi e porta sullo schermo sapori ma anche odori di una terra a noi più vicina: l'Andalusia. La cultura di uno sport tutto europeo, le tradizioni locali e le vicende personali rappresentano i punti cardini dell'intera storia. Questo giorno per la piccola località del sud della Spagna è speciale. La "vuelta", il giro di Spagna, passa proprio per le vie cittadine ma l'esaltazione è solamente per Pepe, il corridore professionista che è nato e cresciuto proprio in quelle vie. Il giorno è importante anche perché il fratello di Pepe, Angel, si sposa con l'ex fiamma del ciclista, Carmen. Questioni personali dunque si mischiano a problemi d'ambito lavorativo. Quella squadra ciclistica di cui lui è gregario infatti vorrebbe sacrificarlo, ma la sorte vuole che...

"Spirit of Wonder - Scientific boys club" (OAV)
director: Takashi Anno
year pr.: 2001
time: 90'-col.
episodes: 4
Anno 1958. Il club dei giovani scienziati celebra i 50 anni dalla fondazione. Gordon Cooper e Shepard, non più giovani, decidono di realizzare il sogno che li ispira fin da ragazzini: sbarcare su Marte. Un libro scritto dalla figlia di Gordon "La teoria della corrente eterea" potrebbe trasformare quel sogno in realtà...



"La ragazza che saltava nel tempo" (movie)
director: Mamoru Hosoda
year pr.: 2006
time: 98'-col.
Makoto Kanno è una ragazza all’ultimo anno delle superiori, non intelligente ma neppure stupida, poco portata nei lavori manuali ma neppure del tutto imbranata, che se la cava grazie ad una buona dose di fortuna quotidiana. In una delle giornate più sfortunate della sua vita - un evento per un tipo fortunato come lei e che crede nella propria buona sorte - trova nel laboratorio di chimica uno strano oggetto a forma di noce. In seguito, tornando a casa, si rompono i freni della sua bici proprio innanzi ad un passaggio ferroviario, lasciandola andare a tutta velocità contro il treno in corsa …. Senza capire bene come, l’istante prima di morire, si è però catapultata indietro nel tempo ed ha evitato il mortale incidente. Da qui scoprirà di aver acquisito la capacità di viaggiare nel tempo e ne farà uso ed abuso cercando di gestire al meglio la sua vita ed evitare situazioni imbarazzanti o fastidiose. Frattanto...
(from Animeye)

"Mind Game" (movie)
director: Masaaki Yuasa
music director: Shinichiro Watanabe
year pr.: 2004
time: 104'-col.
Gioco della mente, mente che gioca, giochi di mente, gioco de-mente. Queste sembrerebbero essere le definizioni più appropriate per descrivere in qualche modo l’incredibile, folle "Mind game", film d’animazione giapponese realizzato dalla casa di produzione indipendente STUDIO 4°C che ha curato, fra l’altro, le animazioni di Steam Boy di Ôtomo e il progetto d’animazione legato a "Matrix" ovvero "Animatrix".
Uscito nelle sale nipponiche nell’estate del 2004 e adesso commercializzato in DVD con annesse interessanti interviste agli autori, il film è qualcosa di assolutamente unico anche nel pur così variegato mondo dell’anime giapponese. E’ un game appunto, un giocare prima di tutto con gli stili, con il concetto stesso di animazione, uno straripare di immagini e di idee: a momenti surreali di sapore quasi toporiano si alternano scene brevissime di una tristezza e di una caducità tutta giapponese. Il regista Yuasa Masaaki (già autore...(vi consiglio vivamente di continuare a leggere!!!)
(from NeoNeiga)

"Tekkonkinkreet" (movie)
director: Michael Arias
year pr.: 2006
time: 111'-col.
Treasure Town, metaforica città del Giappone, in un'epoca imprecisata, che dal tipo di auto in circolazione potrebbero essere gli anni sessanta. Sullo sfondo di una città che muta velocemente anche per opera della yakuza e di oscuri e cinici faccendieri stranieri, la lotta per la sopravvivenza ed il predominio di due giovanissimi fratelli orfani, Nero (Kuro) e Bianco (Shiro), che hanno nella strada il loro regno ed in una casa sul mare il loro sogno. Messi alle strette da Il Serpente, un imprenditore forestiero senza scrupoli che ha al suo servizio tre misteriosi ed imbattibili sicari, e che vuole trasformare Treasure Town in un immenso luna park mangiasoldi, i due fratelli sono costretti a separarsi. Bianco viene preso sotto la loro custodia da due poliziotti, mentre Nero, nell'affrontare la minaccia del Serpente, conosce la parte più oscura e violenta di sé, Il Minotauro, rischiando di perdersi per sempre. Sarà proprio l'amore fraterno a salvarlo dalla dannazione...

"Kakurenbo: Nascosti nel buio" (movie)
director: Shuhei Morita
year pr.: 2004
time: 25'-col.
C'è una strada in un'oscura e desolata città. Quando tutte le luci si spengono, seguendo un percorso particolare, si può arrivare in un posto accessibile soltanto ai bambini dove ha inizio un gioco. Il "Kakurenbo" (Nascondino) è però un gioco pericoloso, si dice infatti che i bambini che ne prendono parte spariscano uno ad uno...



"Pale Cocoon" (OAV)
director: Yasuhiro Yoshiura
year pr.: 2006
time: 23'-col.
E' un futuro lontano quello in cui troviamo il nostro pianeta completamente ricoperto da una ciclopica e opprimente struttura artificiale. Un futuro tanto lontano che si è persa la memoria di quando si è verificata la sconosciuta catastrofe che ha costretto l'umanità a rifugiarsi nelle profondità del bozzolo metallico che ora rappresenta la sua abitazione e che un tempo era un pianeta dai colori ben più vivaci della luce pallida e estraniante che ora lo caratterizza. E' alla ricostruzione di questo passato oramai ignoto e perduto che gli Archeologi lavorano negli strati superiori della struttura, nella continua ricerca, ricostruzione e catalogazione di brandelli di dati informatici: ultime vestigia di un mondo che non è più. Testi, Audio/video a volte... e immagini: un esplosione di colori e paesaggi ormai sconosciuti che fanno bella mostra di loro in netto contrasto col circondario nella postazione di Ura, forse l'unico addetto ancora...
(from AnimeClick)