domenica 29 novembre 2009

16.3 OTHER JAPANESE TV SERIES

"Mimì e la nazionale di pallavolo" (TV)
directors: Yoshio Takeuchi, Eiji Okabe, Fumio Kurokawa
year pr.: 1969-1971
time: 30' ep.-col.
episodes: 104
Tutto ha inizio quando Mimì Ayuhara e la sua migliore amica Midori, che giocano nel Fujimi (la squadra della scuola), vengono scelte per entrare a far parte della Nazionale Juniores, impegnata nel campionato Mondiale che si svolgerà in America. Ad informare le due giovani amiche è il loro allenatore Ongo, il quale non mancherà di incoraggiarle in vista del faticoso periodo di allenamenti che dovranno affrontare nel Liceo di un'altra città. Nella nuova scuola Mimì e Midori ritrovano due care amiche, Caterina e Maddalena, e fanno la conoscenza di Sonia: giocatrice di pallavolo tanto brava quanto superba! Ma ancor peggio scoprono che il loro allenatore e Diego Nacchi (il Mister), temutissimo per i suoi metodi durissimi: egli infatti metterà a dura prova le giocatrici, sottoponendole ad allenamenti estremamente faticosi, che assorbono gran parte della giornata delle ragazze. Un giorno Mimì e Midori...

"NANA" (TV)
directors: Morio Asaka, Ryosuke Nakamura, Tsuyoshi Matsumoto
year pr.: 2006-2007
time: 30' ep.-col.
episodes: 47
La storia racconta la vita di due ragazze accomunate dallo stesso nome Nana (che in lingua giapponese significa "sette"), dalla stessa età e dalla stessa malinconia, pur con delle personalità decisamente differenti.
Nana Komatsu è una ragazza di 20 anni, allegra, romantica e sognatrice, che ha avuto delle brutte esperienze sentimentali, in quanto è stata fidanzata con Asano, un uomo già sposato e molto più grande di lei. In seguito Nana (soprannominata Hachi), iscrittasi alla Scuola di Specializzazione delle Belle Arti, conosce Shoji, un ragazzo che gli viene presentato dalla sua amica Junko, con il quale instaura una bella amicizia. Con il passare del tempo in Shoji nasce un sentimento d'amore nei confronti di Nana, che però sembra ignorarlo. Intanto...

"Occhi di Gatto" (TV 1)
director: Yoshio Takeuchi
year pr.: 1983-1984
time: 30' ep.-col.
episodes: 36
Protagoniste sono le tre sorelle Kelly, Sheila e Tati proprietarie di un ristorante chiamato "Occhi di gatto". Tuttavia le ragazze hanno una doppia vita e la notte, armate di raffinati congegni e di tute acrobatiche, svolgono abilmente la professione di ladre. Il loro scopo è quello di entrare nei musei o nelle gallerie private al fine di rubare importantissime opere d'arte. A dare loro la caccia ci pensa il detective Matthew, un acerrimo nemico che il più delle volte rimane con un palmo di naso di fronte alla scaltrezza di Kelly, Sheila e Tati; ma non sa un particolare molto importante: che la sua amata Sheila è proprio una delle tre ladre...

"C'era una volta... Pollon" (TV)
directors: Takao Yotsuji, Hidenori Yamaguchi, Tamiko Kojima, …
year pr.: 1982-1983
time: 25' ep.-col.
episodes: 46
Pollon è una simpatica ragazzina, figlia del dio Apollo, che vive insieme a tutte le divinità mitologiche sul monte Olimpo. La sua massima aspirazione è quella di diventare una vera dea. E' buona e generosa, e cerca di aiutare sempre tutte le persone che si trovano in difficoltà o che hanno qualche problema, sia Dei che umani; ma la sua non completa padronanza dei poteri e la sua ingenuità la portano a combinare un sacco di guai, suscitando le ire di Giove, il re dell'Olimpo, e producendo l'effetto contrario. Anche se un pò stravolte e viste in chiave umoristica, potremo conoscere alcune vicissitudini della storia della mitologia greca. Ci sarà una storia ambientata nell'Ade, conosceremo le ire della dea Atena, la statua del pigmalione, il mitico Atlante che regge il mondo, Apollo, Zeus, Mercurio e tanti altri personaggi mitologici...

"Ranma ½" (TV)
directors: Tomomi Mochizuki, ...
year pr.: 1989-1992
time: 30' ep.-col.
episodes: 161
Si tratta della storia di Ranma Saotome, un ragazzo di circa sedici anni che durante un allenamento di arti marziali con suo padre Genma, cadde in una delle Cento Sorgenti Maledette situate in una regione della Cina; da quel momento, secondo un'antica leggenda, si trasforma in una ragazza ogni qualvolta viene a contatto con l'acqua fredda. L'antidoto per questa sua trasformazione è l'acqua calda, infatti, dopo essersi bagnato con questa, ritorna ragazzo. Anche suo padre, dopo essere caduto in un'altra sorgente, deve subire una trasformazione ogni volta che viene a contatto con l'acqua fredda, in questo caso si trasforma in un panda gigante. La leggenda delle Cento Sorgenti Maledette si perde nella notte dei tempi: pare che in ciascuna di queste Sorgenti in passato annegarono diverse persone e animali, pertanto, se un malcapitato cade in una di queste fonti, assume l'aspetto della creatura che perse la vita in quel luogo, perché avviene una fusione tra le due anime. Infatti...

"Sampei, il ragazzo pescatore" (TV)
directors: Yoshikata Nitta, Eiji Okabe
year pr.: 1980-1982
time: 30' ep.-col.
episodes: 109
Sanpei Mihira è un ragazzo di circa tredici anni che ha la grande passione per la pesca e in ogni episodio cerca di apprendere il maggior numero di tecniche e segreti per diventare un perfetto pescatore, grazie all'aiuto di suo nonno Ippei e del suo maestro Gyoshin. Quello che interessa maggiormente a Sampei non sono tanto le dimensioni del pesce pescato, ma la disciplina interiore per potersi migliorare.
Negli episodi troviamo sopratutto il tema dell'ecologia e del rispetto della natura: come quando Sampei spiega all'irruente Gonbe come pescare senza danneggiare la fauna del fiume. L'obiettivo di Sampei è anche quello di arrivare a pescare il leggendario pesce Takitaro, che tutti dicono sia inafferrabile. Sampei incontrerà...

"Spicchi di cielo tra sbaffi di fumo" (TV)
director: Kôzô Kuzuha
year pr.: 1995
time: x
episodes: 33
Il protagonista è Romeo, un ragazzino di 10 anni che vive in un paesino della Svizzera, ai confini con l’Italia. La sua famiglia attraversa un periodo di crisi economica, dovuta alla siccità, che non consente a suo padre di pagare i debiti con la vendita del suo raccolto. Romeo, in compagnia del suo inseparabile ermellino Piccolo, tutte le mattina si sveglia all’alba per suonare le campane della chiesa, per poi dirigersi ai campi e dare una mano a suo padre Roberto, nel duro lavoro quotidiano. Purtroppo la pioggia non arriva e l’erba è talmente secca, che basta poco per provocare un incendio. Tuttavia Romeo...

"Slam Dunk" (TV)
director: Nobutaka Nishizawa
year pr.: 1993-1996
time: 22' ep.-col.
episodes: 101
La serie è la storia di Hanamichi Sakuragi, un ragazzo di 16 anni rissoso e sfortunatissimo in amore. Un giorno nella Scuola Superiore Shohoko conosce la bella Haruko Akagi, una giovane ragazza appassionata di basket. Al fine di conquistare il cuore di Haruko, il ragazzo si cimenta in questo sport e preso da un raptus di arroganza sfida addirittura il capitano del club di basket della scuola, rimediando però una solenne figuraccia. Malgrado tutto Hanamichi riesce ad entrare nel club, insieme ad un altro ragazzo, introverso, ma decisamente formidabile nel gioco del basket: Kaede Rukawa, del quale Haruko è perdutamente innamorata. In tutte queste puntante entusiasmanti, oltre alla rivalità nei confronti di Rukawa, vedremo...

"Il Tulipano Nero" (TV)
directors: Masaki Osumi, Yoshiyuki Tomino
year pr.: 1975
time: x
episodes: 39
A dire il vero il titolo italiano più corretto sarebbe stato "La Stella della Senna", in quanto è il nome della vera protagonista del cartone; mentre "il tulipano nero" è l'eroe mascherato che nel corso degli episodi avrà sempre minore rilevanza. Ciò che unisce "Lady Oscar" al "Tulipano nero" è l'ambientazione storica relativa al periodo della rivoluzione francese, ma mentre la storia di Lady Oscar ha come sfondo gli intrighi di corte della reggia di Versailles, il Tulipano nero e la stella della Senna combattono da subito per la difesa del popolo contro le prepotenze dei nobili...

"Piccole donne" (TV 1)
directors: Fumio Kurokawa, Nobushiki Yamazaki
character design: Yoshifumi Kondô
year pr.: 1987
time: 30' ep.-col.
episodes: 48
La storia si svolge durante la guerra di secessione americana e ha per protagoniste le quattro sorelle della famiglia March: Meg, Jo, Beth e la piccola Amy. Le ragazze vengono seguite dalla loro madre Mary March, una donna saggia che desidera educare le sue figlie nel migliore dei modi. Un giorno George March, il padre delle ragazze, ritorna dal fronte della guerra, dopo aver conseguito una licenza a causa di una ferita al braccio. Felice per il suo rientro a casa, decide di organizzare una scampagnata con la sua famiglia. Le ragazze di divertono a raccogliere fiori e ad arrampicarsi sugli arlberi, ma è proprio qui che Jo scopre dei soldati sudisti in avascoperta. Dopo questo episodio George decide di ritornare a combattere con i nordisti, per difendere la sua famiglia e la sua terra. Durante la guerra...

"Digimon Adventure" (TV 1)
director: Hiroyuki Kakudou
year pr.: 1999-2000
time: 30' ep.-col.
episodes: 54
Sette ragazzi sono in gita scolastica in un campo di montagna vicino a Tokyo. Improvvisamente una nevicata li costringe a ripararsi in una baita. Alla fine della bufera i ragazzi escono dall'edificio e si trovano davanti ad un'aurora boreale che li sbalordisce. All'improvviso nel cielo si forma un vortice e da esso cadono sette piccoli bolidi lucenti che, dopo essersi schiantati a terra, risalgono in aria fino a che i digiprescelti non li prendono e una gigantesca onda verde li risucchia facendoli arrivare a Digiworld.
Appena arrivati fanno la conoscenza con i loro compagni: Tai...

"Yu-Gi-Oh!" (TV 1)
directors: Hiroyuki Kakudou, Kunihisa Sugishima
year pr.: 1998
time: 30' ep.-col.
episodes: 27
Yugi è un ragazzo timido e buono che con alcuni suoi amici, Joey, Tristan e Téa, si diverte nel gioco delle carte fantasy chiamato "Duel Monster" che prevede la lotta fra due mostri. Al termine della lotta fra le due creature, il vincitore viene nominato il re dei giochi, che in gergo viene chiamato Yu-Gi-Oh. Yugi, che ama risolvere indovinelli ed enigmi, viene a conoscenza di un antico gioco di carte risalente al periodo degli egizi chiamato "Millennium Puzzle". Questo gioco gli è stato presentato dal nonno che gestisce anche un negozio di giocattoli e quindi di carte. Yugi riesce a risolvere il segreto dell'antico "Egyptian Millennium Puzzle" e si trasforma in Yami Yugi, un potente spirito di un antico re egiziano: il più potente Yu-Gi-Oh. Partito per un viaggio al fine di diventare King of Duelists, combatterà...

sabato 28 novembre 2009

RINO GAETANO

Salvatore Antonio Gaetano viene al mondo a Crotone, in Calabria, il 29 ottobre del 1950. Lì, inizia a respirare l'aria di una città che gli resterà per sempre nei polmoni. A dieci anni, segue a Roma i genitori, impiegati come portieri di uno stabile in via Nomentana. L'estro crescente di un artista in piena formazione inizia a colpire l'ambiente capitolino. I suoi studi da geometra vengono distratti dal palcoscenico e dai primi approcci alla chitarra. La passione per il teatro (nel "Pinocchio" di Carmelo Bene interpreterà la volpe) come strumento di comunicazione è letteralmente surclassata dall'espressione sotto forma-canzone. Comincia ad esibirsi nello storico Folkstudio di Roma dove conosce molti tra quelli che in seguito saranno suoi "colleghi", come Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Il suo scopritore sarà però Vincenzo Micocci (colui che negò nel '78 un'audizione ad Alberto Fortis e al quale lo stesso Fortis dedicò le invettive di "Milano & Vincenzo" e "A Voi Romani").
Nel 1973, la It licenzia i due singoli "I love you Maryanna" e "Jaqueline", incisi da Gaetano con lo pseudonimo di Kammamuri's. L'esordio nel mondo della discografia non è poi così felice. Neppure il suo primo album "Ingresso libero", dato alle stampe nel 1974, riesce ad attirare l'attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori. Eppure, il destino gli avrebbe sorriso ben presto. Forse l'Italia non è ancora pronta per la sua sottile ironia, per il suo amore sincero per la vita, per la sua gentile e cortese denuncia. "Tu, forse non essenzialmente tu", vitale passione per l'amore, "Ad esempio a me piace il sud", nel ricordo incancellabile della sua Calabria, e "Supponiamo un amore" sono solo l'inizio di un graduale distaccamento di Rino Gaetano dal cantautorato italiano degli anni 70.
Dodici mesi più tardi, i padiglioni auricolari dei più accorti iniziano a essere stuzzicati dal colore dei suoi testi. Nel 1975, infatti, il singolo "Il cielo è sempre più blu" attira l'attenzione su di lui, nonostante il brano non sia stato mai incluso in nessuno dei suoi sei album. La canzone nasce inizialmente divisa in due parti (probabilmente per l'eccessiva durata per un solo lato del 45 giri), solo successivamente riunite nella "extended version" che tutti conosciamo, di otto minuti e venti. Il testo è un tipico saggio del songwriting di denuncia di Gaetano: "Chi vive in baracca/ chi suda il salario/ chi ama l'amore chi sogni di gloria/ chi ruba pensioni/ chi ha scarsa memoria".
Passa poco, trascorre solo un altro anno, ed ecco un nuovo lavoro. "Mio fratello è figlio unico" segna finalmente l'ingresso di Gaetano nell'olimpo dei cantautori italiani. L'open-track omonima, struggente ballata in bilico tra affetti familiari e denuncia sociale, vanta uno dei testi più ironici e toccanti della scena italiana di quegli anni. Apparenti frasi nonsense come "mio fratello è figlio unico perché è convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone" o "perché non ha mai criticato un film senza mai prima vederlo" o "perché è convinto che nell'amaro benedettino non sta il segreto della felicità" diverranno delle strofe cult più per le generazioni successive che per quelle dell'epoca. Ma "Mio fratello è figlio unico" è soprattutto un amaro j'accuse che svela l'animo politico del cantautore crotonese: "E' convinto che esistono ancora gli sfruttati, malpagati e frustrati/ mio fratello è figlio unico sfruttato represso calpestato odiato". Nel disco non mancano anche brani delicati e sognanti come "Sfiorivano le viole", "Cogli la mia rosa d'amore" e "Al compleanno della zia Rosina".
Passati i primissimi anni di carriera e il semianonimato, il giovane Gaetano si incammina verso una sincera e tangibile maturazione, senza lasciare, però, che la candida poesia degli esordi rifugga i brani di "Aida", suo terzo lavoro pubblicato nel 1977. Aumenta il numero dei musicisti, dei collaboratori e migliora la produzione. Un altro album vario, più veloce e ritmato dei precedenti. "Spendi Spandi Effendi" ed "Escluso il cane" sono il degno prosieguo delle passate incisioni, nel solco di un sarcasmo sempre tagliente e mai volgare. "La Festa di Maria", con una chitarra popolare-spagnoleggiante, preannuncia un corposo interesse per queste ritmiche. "Standard", invece, volge lo sguardo al più semplice e pulsante rhythm'n'blues.
La ruvidezza delle corde vocali di Gaetano, unitamente a un'aria sempre più scanzonata e divertita, trovano un decisivo supporto nell'esibizione sanremese. Il cantautore di Crotone sale sul palco del Festival nel 1978 vestito in camicia a righe rosse, frac, cilindro e scarpe da ginnastica, e con "Gianna" conquista il terzo posto dietro ai Matia Bazar e Anna Oxa. E' la consacrazione.
Sempre nel 1978, viene pubblicato "Nuntereggae Più". L'omonima canzone (con la partecipazione di Lino Banfi, anche se Bruno, l'amico di sempre di Rino, giura di essere lui a esclamare "nuntereggaepiù" a ogni strofa del brano) è un colossale sberleffo a ritmo di reggae contro tutto e contro tutti, da Gianni Agnelli alla P2, dalle P38 a Berlinguer (praticamente un sacrilegio nell'epoca in cui tutta l'intellighenzia era devota al Pci), dal giornalismo proto-padano di Gianni Brera allo scandalo della spiaggia di Capocotta (dove venne trovata morta Wilma Montesi dopo un festino a base di stupefacenti in una altolocata residenza, frequentata da importanti politici e noti facoltosi dell'epoca). Il brano viene inciso anche su 45 giri in lingua spagnola, con il titolo di "Corta la cuerda", insieme a "E cantava le canzoni", divenuto per l'occasione "Y cantabas las canzonas". "Gianna", invece, raggiunge la Germania dove, tradotta in lingua tedesca, scala le classifiche sino al ventiduesimo posto, mentre in Italia (accompagnata dalla blueseggiante b-sides "Visto che mi vuoi lasciare"), si piazza al primo posto e vi resta per tutto il mese di marzo.
"Nuntereggae Più" è il disco della svolta. Il pubblico aumenta e Gaetano lascia la It per approdare alla major Rca, con la quale nel 1979 produce il suo quinto album "Resta vile maschio, dove vai?", aperto dal salace brano omonimo firmato da Mogol. Importanti arrangiamenti ritmici, onnipresenti archi e fiati, caratterizzano questo disco. Alcune versioni, tutt'ora in circolazione, recano un errore di stampa: in copertina c'è scritto "Contiene Hai Maria". Il riferimento è, ovviamente, alla canzone "Ahi Maria", altro grande successo del cantautore crotonese, che riprende la sua passione per le ritmiche spagnoleggianti, e decide di inciderla anche in lingua iberica. Non manca il ricordo del suo soleggiato Sud, dolcemente baciato dalle onde del mare, mentre i pescatori ritirano le reti in barca, perché "Anche questo è Sud". E brilla uno dei gioielli satirici del suo repertorio: l'irriverente ballata "Nel letto di Lucia", dove il giaciglio dell'amata diventa un caravanserraglio di ministri, scaldapoltrone, reggimoccolo, colonnelli, sanfedisti, vecchi santi e chiromanti: "Falsifichi assegni cambiando grafia nel letto di Lucia/ dipingi scommetti e ti scordi la via nel letto di Lucia/ guarisce d'incanto la tua malattia nel letto di Lucia/ il prossimo anno ci porto tua zia nel letto di Lucia/ non trovi mai nebbia penombra o foschia nel letto di Lucia/ vorrei ritrovarti vorrei fossi mia nel letto di Lucia".
Gateano entra in una importante fase della sua carriera. Il successo non sembra voler distrarsi e voltargli le spalle. Ancora un passo avanti per il trentenne di Crotone, che resta, però, saldamente ancorato alle sue radici. Sempre nel 1979, registra "Solo con io", inedito mai apparso in un singolo, ma inserito nelle raccolte "Gianna e le altre" e "Superbest". Dopo poco, appare una seconda versione della canzone, più lunga di soli undici secondi e contenuta, unicamente, in "La Storia". Pubblicata postuma, insieme a "Solo con io", è anche "Le beatitudini", registrata nel 1980 e presente in "Gianna e le altre" e "La Storia".
Tornando agli album ufficiali, nel 1980, "E io ci sto" rappresenta l'ennesima conferma del genio compositivo del cantautore calabrese. "Ti ti ti ti" è una dedica a tutti coloro i quali, ascoltando la canzone, sorrideranno sulle note di "a te che ascolti il mio disco forse sorridendo/ giuro che la stessa rabbia sto vivendo/ siamo sulla stessa barca io e te". Accostate all'esordio "Ingresso Libero", le tracce del suo ultimo album appaiono splendida filiazione e degno proseguimento di un cammino artistico che non ha temuto, neppure per in un istante, di arrestarsi, fossilizzandosi.
Nei primi mesi del 1981, il successo lo conduce in tournée con Riccardo Cocciante e il New Perigeo di Giovanni Tommaso. Dalle date del 4, all'Auditorium di Pistoia, e del 5 marzo al Palasport di Novara, nasce "Q Concert", Ep con quattro brani: "Ancora insieme", "A mano a mano", "Aida" e "Aschimilero". "A mano a mano" e "Ancora insieme", quest'ultima in versione live, sono state successivamente inserite anche in "Margherita e le altre", raccolta doppia di Riccardo Cocciante, pubblicata nel 1998.
Nel corso dello stesso anno, Gaetano registra insieme con Maria Monti l'inedito "Al bar dello sport (ovvero sogghigni e sesso)" e "Confusione, gran confusione ovvero il processo", con la Monti, Lucio Dalla, Anna Oxa, Nino Buonocore, Ivan Cattaneo, Perigeo Special e Jenny Sorrenti. Entrambe le canzoni sono parte del concept-work "Alice".
Gli archivi della Rai, inoltre, custodiscono presumibilmente una vera chicca. Nel 1981, infatti, negli studi della Rai, Rino Gaetano e Anna Oxa interpretano un brano composto da Mogol e Battisti, dal titolo "Il leone e la gallina". La notte del 2 giugno dello stesso anno, mentre percorre Via Nomentana a Roma, all'altezza di via XXI Aprile, Rino Gaetano va incontro a una tragica morte. La sua Volvo 343 si schianta contro un camion. Cinque ospedali ne rifiutano il ricovero. La sua salma viene sepolta al cimitero del Verano di Roma. Ironia della sorte, una delle sue prime canzoni del periodo del Folkstudio, "La ballata di Renzo", narrava la storia di un giovane che, a seguito di un incidente automobilistico, non trovava un ospedale che riuscisse a ospitarlo... Rino Gaetano avrebbe dovuto sposarsi pochi giorni dopo.
L'industria discografica provvederà a ricordarlo sfornando raccolte a ripetizione. Nel 2003, esce "Sotto i cieli di Rino", che non aggiunge nulla alla precedente "La Storia" del 1998, se non una discutibile versione remixata de "Il cielo è sempre più blu", a cura di dj Molella, che suscita l'irritazione della maggior parte dei fan del cantautore di Crotone.
Per l'ironia e l'intelligenza dei suoi testi, per il suo songwriting schietto e graffiante, Rino Gaetano merita davvero un posto accanto ai più grandi esponenti della canzone italiana. Il suo universo è affollato di santi che salgono sul rogo "vestiti d'amianto"; di donne immaginarie che filano la lana e fiutano tartufi; di cieli blu e di notti stellate, di amabili puttane e detestabili politici d'ogni schieramento. Irride e commuove, con l'anarchica eccentricità dei poeti cantastorie. L'Italia delle P38 e della strategia della tensione, nelle sue canzoni, diventa un paese surreale, diviso tra fiaba e dramma, passioni sentimentali e contraddizioni sociali. Un paese che Gaetano ha sempre amato, ma che quasi mai l'ha voluto comprendere.

di Emanuele Tirelli

Discografia:

Studio
1974 - Ingresso libero (It)
1976 - Mio fratello è figlio unico (It)
1977 - Aida (It)
1978 - Nuntereggae più (It)
1979 - Resta vile maschio, dove vai? (RCA)
1980 - E io ci sto (RCA Italiana)

Compilations
1990 - Gianna e le altre...
1993 - Aida '93
1996 - Superbest
1998 - La storia
2003 - Sotto i cieli di Rino
2005 - Sotto i cieli di Rino-special edition

martedì 24 novembre 2009

JOHN DENVER

Suo padre, Henry Deutschendorf, Sr., era un ufficiale dell'aeronautica americana ed istruttore di volo di origine tedesca. Durante la sua infanzia si spostò spesso negli Stati Uniti, dal Sud-Ovest al Sud.
Da adolescente, ricevette da sua nonna una chitarra acustica Gibson 1910, e dimostrò presto la sua abilità cominciando a suonare nei clubs quando frequentava il college. In seguito adottò il cognome "Denver" in omaggio alla sua città preferita.
Uscito dalla Texas Tech University nel 1964, si spostò a Los Angeles in California e si unì al Chad Mitchell Trio, un gruppo folk music. Lasciò il gruppo, allora conosciuto come Denver, Boise e Johnson, nel 1969 per perseguire la carriera da solista, e realizzò il suo primo LP, "Rhymes and Reasons".
L'album non ebbe particolare successo, ma conteneva, "Leaving, On A Jet Plane", che divenne un #1 portato al successo da Peter, Paul and Mary due anni dopo. Registrò altri due albums nel 1970: "Whose Garden Was This?" and "Take Me to Tomorrow".
Nel 1971 l'album "Poems, Prayers and Promises" ne decretò il successo su scala nazionale. L'album conteneva infatti la canzone "Take Me Home, Country Roads", che ascese al secondo posto nella Billboard charts. Il successo venne confermato dall'album successivo, "Rocky Mountain High". Per tutti gli anni 70 Denver sfornò una serie di album fortunatissimi, conditi da una serie di partecipazioni televisive (registrò addirittura un album insieme ai Muppets). Nel 1977 lo stato del Colorado lo insignì anche del titolo di poeta laureato. Negli anni 80 e 90, pur senza raggiungere le vendite del decennio precedente, la popolarità di Denver rimase molto alta in tutti gli Stati Uniti. Parallelamente alla carriera musicale, Denver portò avanti una serie di campagne ambientaliste e umanitarie.
Accanto alla musica, John Denver coltivava una grande passione per il volo. Pilota esperto, possedeva più aerei. Il 12 ottobre 1997 precipitò mentre era ai comandi del suo Rutan Long-EZ.
Esistono molte versioni riguardanti la dinamica dell'incidente, ma nessuna di esse è mai stata confermata.


Curiosità: il singolo "Take Me Home, Country Roads" (sotto riportato) è presente nell'"anime" "Whisper of the Heart" dello studio Ghibli, in cui la protagonista adatta il testo in giapponese.

lunedì 23 novembre 2009

MASSIMO BUBOLA

In molti lo ricorderanno come autore di alcune tra le più belle canzoni di Fabrizio De André, da "Andrea" a "Fiume Sand Creek" fino a "Don Rafaè". Qualcun altro ricorderà le sue collaborazioni con Fiorella Mannoia (la celebre "Il cielo d'Irlanda"), Gang, Mauro Pagani, Cristiano De André. Ma sono in pochi a conoscere il Massimo Bubola cantautore, approdato con "Diavoli e Farfalle" al suo nono album. Eppure la sensibilità di questo raffinato cantautore veronese non è comune nel panorama odierno del rock italiano.
"Mi interessa il lato più oscuro dei sentimenti umani - spiega il cantautore veneto -. Racconto storie di amore e morte, invidia e tradimenti, vendette e sconfitte. Mi piace armonizzare gli opposti, bene e male, dannazione e redenzione. E cerco sempre di comporre canzoni con una coscienza sociale, che affondano in qualche modo le radici nelle realtà. Spesso, ad esempio, prendo piccoli fatti di cronaca e cerco di trasportarli in una dimensione epica". Non era, in fondo, quello che ha sempre fatto Fabrizio De André? "Certo, non ho difficoltà ad ammettere che Fabrizio per me è sempre stato un maestro - dice Bubola senza nascondere la sua commozione -. Lui incarnava una tradizione di cultura così profonda... E avevamo ancora tanti progetti artistici insieme. Ora che è caduto come un soldato, qualcuno raccoglierà il suo scudo e la sua corazza. Anche se nessuno può avere la presunzione di considerarsene l'erede".
Massimo Bubola e Fabrizio De André erano amici, oltre che collaboratori dai tempi di "Rimini" (1978). Insieme hanno trascorsi lunghe giornate nella fattoria in Gallura, dove il cantautore genovese riuniva la sua personalissima "tribù". Ma oggi il ricordo è ancora troppo fresco e doloroso. "No, non posso raccontare il rapporto che mi univa a Fabrizio. Posso parlare della sua musica, del suo insegnamento, così importante anche per i giovani. Posso dire che, anche per merito suo, ho capito che per essere realmente "rivoluzionari" bisogna conoscere bene i classici, e che è meglio una bella canzone d'amore di una brutta canzone politica".
Proprio una di queste canzoni d'amore, "Andrea", segnerà il massimo exploit internazionale della ditta Bubola-De André, con inaspettati successi di vendite in Austria e Germania. "Già - spiega Bubola - perché all'estero sono in pochi a conoscere la musica italiana d'autore. Colpa spesso di perversi meccanismi della macchina discografica. Ma qualche volta siamo anche noi musicisti italiani ad avere un ingiustificato complesso d'inferiorità. Per la mia esperienza, posso dire di aver conosciuto Bob Dylan, Michael Stipe, Lou Reed e di aver ricevuto molti complimenti. Ho visto da parte loro molta curiosità per la scena italiana".
Proprio dall'incontro con Lou Reed è cominciata la "gestazione" di "Diavoli e Farfalle". "Ci siamo visti a Conegliano, in Veneto, durante un festival letterario. Abbiamo parlato a lungo di musica e di cultura. Lui osservava in particolare che noi italiani siamo figli del Rinascimento, e che da quel periodo dobbiamo attingere storie e ispirazione".
Per festeggiare i 25 anni di carriera, Bubola ha pubblicato "Il cavaliere elettrico" (2001), doppio album live frutto di registrazioni effettuate tra il marzo '97 e il dicembre 2000. Il disco contiene venti canzoni tra cui "Il cielo d'Irlanda", "Marabel", "Maria che ci consola", altre scritte con Fabrizio De André come "Fiume Sand Creek", "Franziska", "Andrea", "Avventura a Durango", "Una storia sbagliata" e "Hotel Supramonte". "Il cavaliere elettrico" spiega il cantautore, "ripercorre 25 anni della canzone d'autore italiana toccando quasi tutti i generi del rock, dal tex-mex al rock-blues, dal country al rock-folk fino alle plain ballad". Per presentare l'album, il cantautore veneto inizierà una tournee che lo porterà in varie città italiane.
"Il cavaliere elettrico" giunge dopo il successo di "Diavoli e Farfalle", un melange di ballate dolorose e blues travolgenti, riflessioni intimiste e leggende senza tempo. Un disco in cui "ogni lacrima è una storia, ogni lacrima ha una storia", come Bubola cantava già in "Marabel". Canzoni legate a piccoli drammi quotidiani e a grandi storie epiche, che contengono - come nel singolo d'apertura "La ballata dei luminosi giorni" - riferimenti romantici a Tristano e Isotta, Eloisa e Abelardo, a Calibano, simbolo dell'abbrutimento umano, e a Prospero, emblema della magia e dell'innalzamento dell'uomo.
Ma è soprattutto lo spirito di Shakespeare a dare forza alle liriche. Una forza che non teme di dare voce al vecchio corrotto e al negromante, alla balia volgare e all'assassino. E non manca anche una "murder ballad" alla Nick Cave, dedicata all'uxoricida di EmmyLou, che ama follemente la donna che ha ucciso. "Detesto l'amore superficiale delle canzoni pop - racconta Bubola -. Per questo cerco ispirazione nei sentimenti forti e oscuri di Shakespeare, che considero l'uomo più rappresentativo della cultura occidentale. Credo infatti che la sua opera racchiuda in sé tutti gli opposti e tutte le contraddizioni dell'animo umano. E nessuno come lui è riuscito ad apparire classico e moderno al tempo stesso".
E la musica di Bubola? È una miscela universale, che spazia dalle sonorità classiche al folk celtico, dal blues alla canzone popolare, dalla "ballata della redenzione" alla Cohen alle distorsioni acide dei Sonic Youth. Dominano in particolare le chitarre, elettriche e acustiche, ma dietro di loro emergono prepotenti le tastiere, l'organo Hammond, il piano, la batteria. "Il risultato finale - conclude l'artista veronese, che si definisce "un cantante con band" - è frutto di un affiatato lavoro di gruppo, con la Eccher Band, la formazione che mi accompagna da sempre. Loro ormai conoscono a memoria i miei gusti e posso dire che sono riusciti a creare un suono ormai inconfondibile".
"Il cavaliere elettrico vol. III" (2002) è il terzo capitolo del progetto live, con le canzoni accomunate dalla tragicità (il sottotitolo è infatti "storie scure").
Nel 2004 esce, coprodotto con Michele Gazich, il nuovo album in studio, "Segreti Trasparenti". Un buon disco, che alterna ballate di matrice tradizionale come "La sposa del diavolo" e la delicatissima "Jetta ‘a luna" (scritta in napoletano), a canzoni di grande forza introspettiva, come "Stai con me". In più spicca un nuovo inno folk: "La Fontana". La traccia finale, "Tornano i Santi", è arricchita anche dalla presenza di Mark Olson (fondatore dei Jayhawks) e della cantautrice Victoria Williams.

di Claudio Fabretti

Discografia:

Studio
1976 - Nastro giallo (Produttori associati)
1979 - Marabel (Philips)
1981 - Tre Rose (Ricordi)
1982 - Massimo Bubola (Cgd)
1989 - Vita morte e miracoli (Ricordi)
1994 - Doppio lungo addio (Mercury)
1996 - Amore e guerra (Cgd)
1997 - Mon Tresor (Cgd)
1999 - Diavoli e farfalle (Cgd)
2001 - Giorni dispari (Eccher)
2004 - Segreti trasparenti (Eccher)

Lives
2001 - Il cavaliere elettrico vol I & II (Eccher)
2002 - Il cavaliere elettrico vol III (Eccher)
2002 - Niente passa invano (Eccher)

venerdì 20 novembre 2009

UZEDA

Il gruppo nasce nel 1987, e dopo vari concerti in tutta Italia, firma il primo contratto discografico con l'etichetta romana A.V. arts; con questa registrerà due album: "Out of Colours" del 1989 e "Waters" del 1993. Proprio in questo ultimo lavoro, e specialmente nell'ultimo brano "Big shades and tides", si nota un mutamento del sound adesso indirizzato verso il noise rock. In questi anni, gli Uzeda incontrano il chitarrista degli Shellac, Steve Albini, che produrrà il secondo album della band.
Nell'autunno del 1994, la band firma un nuovo contratto discografico per la casa discografica Strange fruit. In quello stesso anno, gli Uzeda registrano le Peel sessions negli studi di Londra della BBC, nel programma di John Peel; il gruppo è l'unica band italiana, insieme alla Premiata Forneria Marconi, a partecipare al programma. Il disco avrebbe dovuto essere costituito inizialmente da sette tracce, ma in realtà se ne contano in totale sei.
Nel 1995 Giovanni Nicosia lascia il gruppo, e gli Uzeda firmano un nuovo contratto discografico per la Touch and go/Quarterstick Records. Viene pubblicato nello stesso anno "4", il cui titolo è alquanto emblematico; il gruppo è formato adesso da quattro componenti, l'album è il quarto lavoro ed è formato da quattro tracce. Tre anni dopo, nel 1998, esce un nuovo lavoro intitolato "Different Section Wires", dalle sonorità più decise e scarne. Dopo il tour di "Different Section Wires", il gruppo prenderà una pausa che durerà ben otto anni.
Agostino Tilotta, insieme a Damon Che - batterista dei Don Caballero - e a Giovanna Cacciola, continuano la loro attività musicale formando i Bellini, pubblicando due album intitolati "Snowing Sun" del 2002 e "Small Stones" del 2005.
Davide Oliveri e Raffaele Gulisano compongono insieme a Gianna Nannini l'album "Aria" e le musiche per il cartone animato "Momo alla conquista del tempo" di Enzo D'Alò, regista del più famoso "La gabbianella e il gatto".
Dopo la lunga pausa, gli Uzeda tornano sulle scene pubblicando il 12 settembre 2006 il loro sesto lavoro, chiamato "Stella", sempre su etichetta Touch and go/Quarterstick Records.
Nel 2007 Giovanna Cacciola partecipa all'EP dei giapponesi Mono "The Phoenix Tree" come voce recitante nella traccia "Black Rain".


Discografia:

Albums
1989 - Out of colours
1993 - Waters
1994 - The Peel sessions
1998 - Different section wires
2006 - Stella

EP
1995 - 4